ROMA – La Nato non intervenne per soccorrere un barcone di migranti naufragato nel Canale di Sicilia alla fine di marzo. E' quanto emerge dalle verifiche condotte dal Guardian che oggi dedica alla vicenda, in parte gia' nota, un lungo articolo con nuovi dettagli che ricostruiscono punto per punto cio' che sarebbe successo. Il barcone era partito da Tripoli ed era diretto a Lampedusa il 25 marzo scorso quando si verifico' un naufragio in cui morirono 65 persone e per il quale era stato denunciato il mancato soccorso della Nato. Stando a quanto appreso dal quotidiano britannico, tra i 72 migranti a bordo c'erano 47 etiopi, sette nigeriani, sette eritrei, sei ghanesi e cinque sudanesi. Tra loro 20 donne e due bambini piccoli, uno di un anno. Il capitano era ghanese. Attraverso testimonianze dei sopravvissuti e altri che erano in contatto con con i passeggeri durante la traversata, il Guardian ha ricostruito quanto sarebbe accaduto in quelle ore che hanno condannato alla morte i migranti a causa di una ''combinazione di sfortuna, burocrazia e apparente indifferenza da parte delle forze militari europee che avrebbero potuto tentare un soccorso'', scrive il Guardian. Il giornale sottolinea che i migranti utilizzarono il telefono satellitare di bordo per contattare Don Mose' Zerai a Roma (sacerdote eritreo presidente dell'agenzia Habeshia che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo) che a sua volta contatto' la Guardia costiera italiana. Questa garanti' a Zerai che l'allarme era stato lanciato e che tutte le autorita' competenti erano state allertate. Sempre secondo la ricostruzione del Guardian, un elicottero militare sorvolo' il barcone e uomini in tenuta militare consegnarono ai migranti bottigliette d'acqua e biscotti, affermando inoltre che da li' a breve sarebbero giunti soccorsi. Soccorsi che non arrivarono mai, pero'. Il giornale sottolinea quindi che nessun Paese ha poi ammesso di aver inviato quell'elicottero e aggiunge che un portavoce della guardia costiera italiana ha affermato: ''Abbiamo avvisato Malta che l'imbarcazione si stava dirigendo verso la loro zona di ricerca e soccorso e abbiamo diramato un'allerta segnalando la presenza del barcone e indicando alle imbarcazioni nella zona di effettuare eventuali soccorsi''. Da parte loro, afferma ancora il Guardian, le autorita' maltesi hanno negato di aver mai ricevuto tale indicazione. Il barcone fu cosi' lasciato al suo destino: due giorni dopo aveva perso la rotta, esaurito il carburante ed era in balia delle correnti. Fino a quando, tra il 29 e il 30 marzo, vi passo' molto vicino un mezzo della Nato, una portaerei in particolare, stando alle testimonianze raccolte dal giornale, talmente vicino che era impossibile non notare il barcone. Il Guardian scrive oggi che, stando alle verifiche effettuate, e' possibile che il mezzo Nato in questione fosse la portaerei francese Charles de Gaulle.