Immigrazione. La Germania all'Italia: "Basta lamentele"

PARIGI 10 MAG L'Italia s – PARIGI, 10 MAG – L'Italia smetta di lamentarsi per l'assenza di solidarieta' europea in materia di immigrazione clandestina: non usa mezzi termini il ministro dell'Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich, che in un'intervista al Figaro critica l'atteggiamento delle autorita' italiane rispetto all'emergenza sbarchi. Mentre il ministro dell'Interno Roberto Maroni torna a dire che il nostro Paese e' stato lasciato solo e i partner europei stanno a guardare. ''L'Italia non ha alcun motivo di lamentarsi per l'assenza di solidarietà'' europea, afferma Friedrich, aggiungendo che ''appena 25 mila immigrati sono giunti in Italia dall'inizio delle rivolte democratiche'' nella sponda sud del Mediterraneo. E ''gran parte di essi hanno immediatamente proseguito il loro viaggio verso nord, in particolare in Francia e in Belgio''. Insomma, per il ministro, ''un grande Paese come l'Italia può accogliere senza grandi difficoltà i circa 10.000 o 12.000 rifugiati che hanno scelto di rimanere sul suo territorio". "La solidarietà implica anche che si ottemperi ai propri obblighi – dice ancora Friedrich – Nel corso dell'anno passato la Germania da sola ha accettato oltre 40.000 richiedenti asilo". Parole in contrasto con quelle di Maroni che da Parigi, dove si trova per la ministeriale anti-droga del G8, avverte: ''Siamo stati lasciati soli ad affrontare l'emergenza immigrazione: l'Europa non da' risposte e non e' bello vedere gli altri Paesi dell'Unione che stanno a guardare. Io credo che ci sia un difetto di analisi su quello che sta avvenendo: l'Onu ha detto che ci sono 750mila profughi potenziali in Libia; secondo me sono il doppio e mi chiedo perche' l'Europa non si muove per garantire sostegno e creare rapporti con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo in modo da favorire condizioni di stabilita' per il futuro''. Dopodomani, ha aggiunto, nel corso della riunione dei ministri dell'Interno europei a Bruxelles ''tornero' a sollecitare risposte''. Non e' la prima volta che Berlino critica Roma sull'emergenza sbarchi. Il 12 aprile, sempre Friedrich aveva messo in guardia il nostro Paese dall'invio di segnali sbagliati al Nordafrica sulla possibilita' di emigrare liberamente in Europa. Un particolare riferimento alla questione dei visti temporanei concessi ai migranti tunisini, che per Friedrich sono inaccettabili. Dal 18 aprile al 4 maggio, la polizia federale tedesca ha eseguito accertamenti alla frontiera tra Germania e Austria su 36 tunisini che avevano un documento di viaggio emesso dall'Italia. ''Di questi -ha detto un portavoce del governo di Berlino – la meta' ha potuto proseguire il viaggio perche' aveva i documenti in regola e poteva dimostrare lo scopo del soggiorno e di avere i mezzi finanziari necessari. Altri sono stati consegnati alle autorita' austriache e altri sono stati rinviati in Italia''. Nell'intervista al Figaro, Friedrich sostiene anche l'iniziativa promossa dalla Francia per colmare le lacune del trattato di Schenghen. ''Il principio della libertà di circolazione all'interno dell'Ue non può essere in nessun caso rimesso in questione, ma è altrettanto importante che il sistema Schengen venga rafforzato per far fronte a situazioni eccezionali''. Mentre da Strasburgo, il presidente della Commissione Ue,Jose' Manuel Barroso, sottolinea che ''la libera circolazione per l'Europa è quello che le fondamenta sono per un edificio, se si toglie questo rischia di crollare tutto''. Sul tema, e' intervenuto anche il presidente del Veneto Luca Zaia: ''L'Europa continua a dire che ci capisce e ci da' una mano. Ma questo non si vede: le dichiarazioni non ci interessano, piuttosto vengano qui, anche perche' non mi risulta che ci sia un'equa distribuzione di immigrati sul territorio europeo''. Insomma, per l'esponente leghista ''nessuno deve venire a farci lezione di ospitalita'''. .

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