Roma – Questi risultati spingono a riflettere sulla reale situazione del mondo del lavoro giovanile. Nel rapporto si legge: "Da un lato c'è il ricatto occupazionale provocato da una disoccupazione crescente, ormai al 30%, a cui è da aggiungere la forte presenza di lavoro irregolare, un fattore rilevante se consideriamo che dei nostri intervistati il 40% dichiara di avere lavorato senza contratto almeno una volta nella vita. Dall'altro lato, quello 'fortunato', di chi ha un lavoro con un contratto, ci sono tanti giovani più o meno qualificati che operano spesso in condizioni di fatica e di pericolo". Le difficili condizioni di lavoro emerse, secondo l'Ires, "si traducono in difficili condizioni di salute, tanto da provocare malesseri fisici e psicologici che caratterizzano una parte rilevante delle nuove generazioni", osserva il rapporto mettendo in risalto che tra i molti problemi di salute rilevati si osserva che quasi un lavoratore su tre soffre di mal di schiena (30,4%) e un lavoratore su tre soffre di stress, depressione, ansia o ha problemi di insonnia (34,4%) a causa del proprio lavoro. La ricerca mostra, inoltre, che la questione generazionale non riguarda solamente il problema noto dell'accesso al lavoro ma anche l'altra faccia della medaglia: le condizioni reali nelle quali il lavoro è svolto. La sofferenza sul lavoro, si rileva, "è un elemento drammaticamente presente in molte biografie giovanili ed il lavoro è troppo spesso un vettore di sfruttamento piuttosto che uno strumento capace di favorire la tutela, l'emancipazione individuale e la promozione sociale". Più in generale, l'analisi della condizione giovanile aiuta a comprendere non solo le specificità di una precisa classe generazionale ma anche "le tendenze generali dell'epoca contemporanea, che comportano delle nuove sfide per affermare la dignità dei lavoratori". Per questo, conclude la ricerca Ires, "è urgente capire come costruire un modello di sviluppo efficace e coerente, che miri ad elevare la qualità complessiva dei processi di lavoro italiani, per coniugare la competitività delle aziende con il benessere dei lavoratori".
