Infrastrutture, Bankitalia denuncia: Troppo 'Nimby'. E' un problema

ROMA – Il fenomeno Nimby, ovvero la sindrome del 'Not In My BackYard', che indica la contestazione della localizzazione di una certa opera da parte di chi abita nelle vicinanze, non e' ''una semplice aberrazione patologica''. E' quanto sostiene lo studio 'Le scelte di localizzazione delle opere pubbliche: il fenomeno Nimby' condotto da tre economisti della Banca d'Italia, Roberta Occhilupo, Giuliana Palumbo e Paolo Sestito. Secondo il paper, infatti, ''pur se a volte fomentata dai piu' diversi fattori (la polemica e la competizione politica, la complessita' dell'iter istituzionale e procedurale di decisione, i vantaggi non sempre ben dimostrati dell'opera in quanto tale ecc), l'emergere di un'opposizione alla localizzazione di un'infrastruttura nasconde un problema oggettivo, legato al fatto che, a fronte di benefici diffusi, costi e disutilita' si concentrano sulla comunita' ospitante''. La ricerca portata avanti da Via Nazionale sottolinea che il Nimby presenta notevoli differenze settoriali: ''termovalorizzatori, rigassificatori, discariche, impianti di produzione dell'energia sono le infrastrutture maggiormente controverse''. Inoltre fa notare che nel tempo ''l'intensita' della protesta sembra essersi comunque accresciuta''. Lo studio elabora i dati raccolti dall'Osservatorio permanente Nimby Forum dell'Agenzia di Ricerche informazione e societa' (Aris), con riferimento all'arco temporale che va dal 2005 al 2009. Esse mostrano che il numero di impianti contestati e' cresciuto nel tempo, soprattutto con riguardo alle nuove contestazioni che sono passate da 85 del 2006 a 156 del 2009. Sono oltre mille (1148) gli impianti contestati fino al 2009, a cui si aggiungono oltre 300 del 2010, secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Media Permanente Nimby Forum. Inoltre, la ricerca di Palazzo Koch fa notare che altre indicazioni sull'importanza del contenzioso come fattore di stallo degli investimenti infrastrutturali arrivano dall'ultimo Rapporto pubblicato dal Dipartimento per l'Energia del Ministero dello Sviluppo economico sulle autorizzazioni per la realizzazione o il potenziamento di centrali termoelettriche di potenza superiore a 300 Mw termici. Il rapporto segnala che dal 2002 ad oggi sono stati autorizzati 45 progetti mentre 46 sono in corso di valutazione. Complessivamente, i casi che hanno registrato l'insorgere di contenzioso sono ben 15 per gli impianti realizzati e 11 nel caso di quelli ancora in corso di valutazione.

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