Inter: la zampata di Eto'o stende la Lazio

MILANO – Novanta minuti di passione ma alla fine nell'uovo di Pasqua dell'Inter c'e' la sorpresa. La squadra di Leonardo ci mette il cuore per battere la Lazio a San Siro in una partita che sembrava nata sotto una cattiva stella: il brasiliano confida in quel fattore imponderabile che agisce sui suoi campioni nei momenti bui, quando le speranze si riducono, quando tutto sembra smarrito. E sono in quegli istanti che la bussola torna a indicare la strada all'Inter smarrita. L'Inter vince, si porta al secondo posto, ritrova morale e riprende a girare ma ogni energia e' stata spesa. La partita si apre nel segno dell'equilibrio: da una parte si vede un ottimo Stankovic che ci prova subito, dall'altra Zarate, cavallo di razza della Lazio. Il profeta Hernanes meno brillante. Inter e Lazio si affrontano senza spingere troppo sull'acceleratore ma nel calcio i cambi improvvisi di scena sono la regola e non l'eccezione: l'episodio che segna la partita arriva al 23'. Improvvido fallo di Julio Cesar su Zarate lanciato a rete. L'arbitro Moranti interpreta la 'norma' in modo severo e rigido. Espulsione per il portiere nerazzurro e inesorabile calcio di rigore. Hernanes e Zarate si contendono la palla ma alla fine e' quest'ultimo a trasformare il penalty. Nel frattempo, Leonardo sacrifica Milito per Castellazzi. Non e' un principe felice ma l'allenatore lo consola. Inizia una via crucis per l'Inter: in dieci con una Lazio che prende iniziativa, con Zarate capace di seminare il panico nella difesa avversaria, i nerazzurri sembrano sbandare. Si scurisce il cielo di Leonardo ma all'improvviso si accende quella scintilla spentasi tristemente in Champions. L'Inter conquista un calcio di punizione da fuori area: si infoltisce la barriera laziale, si incarica Sneijder e parte una pennellata di destro a giro. Muslera sfiora ma non riesce a togliere la palla dal sette. La partita si fa maschia, grintosa, arrabbiata. In campo il flusso di emozioni non si arresta ma – per assurdo – l'Inter carbura di piu' in dieci. Centrocampo a quattro con uno splendido Zanetti, Eto'o unica punta torna a ruggire, Sneijder (non in forma per una influenza) ispiratore della manovra. Cambiasso generoso e instancabile si adatta anche a giocare da terzino. Lucio sbaglia qualcosa ma i conti tornano. Nagatomo, una saetta sulla fascia sinistra si conquista applausi a non finire dal pubblico di San Siro in piedi. La Lazio risponde colpo su colpo: la stoffa, il talento, la capacita' di Zarate impressionano. Molto piu' di una spina nel fianco: gioca da solo in avanti, un punto di riferimento costante, abile a sfruttare le verticalizzazioni che spesso trovano impreparata l'Inter. Si va al riposo sul risultato di parita'. E, alla ripresa, l'Inter sembra subire un nuovo colpo: si fa male Stankovic sostituito da Mariga. Ma – in un frangente in cui l'Inter poteva crollare – ecco il gol di Eto'o. Biava scivola su un terreno definito vergognoso dal presidente Claudio lotto. Zanetti e' abile e preciso nel servire il camerunese che si produce in uno show. Avanza palla al piede, si allarga, scarta e sbilancia Muslera, palla dentro con un tiro lento. La partita cambia ancora volto: si gioca alla garibaldina tra errori e combinazioni interessanti. Agonismo tanto, l'Inter non molla mai, tecnica non perfetta. La Lazio manovra ma sembra intimidita dall'onda di ritorno nerazzurra. Nervosismo in campo e qualche scorrettezza: si fa espellere Mauri per una reazione dopo un fallo di Nagatomo. Parita' numerica e si riparte con folate arrembanti da una parte e dall'altra con un'occasione limpidissima con Kozak su assist del solito Zarate a circa dieci minuti dalla fine. Poteva essere il 2-2 ma questa Pasqua la festeggia l'Inter. Leonardo soddisfatto: tre punti pesantissimi che allontanano quella 'rifondazione' della quale lui non vuole parlare. Meglio godersi il presente ora tornato a sorridergli.

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