Intercettazioni, Mastella. La Consulta boccia il ricorso del gip di Napoli

ROMA – La Corte costituzionale ha respinto per ''manifesta inammissibilita''' la questione sollevata dal gip di Napoli nell'ambito di un processo a carico di Clemente Mastella per concussione sull'incostituzionalita' della norma introdotta con il Lodo Schifani che prevede debba essere richiesta l'autorizzazione alla Camera di appartenenza anche per intercettazioni a cui casualmente un parlamentare abbia preso parte, disposte cioe' in procedimenti riguardanti terzi. Secondo il gip di Napoli, in questi casi l'autorizzazione non solo non sarebbe giustificata, ma sarebbe addirittura vietata dall'articolo 68 della Costituzione, che riguarderebbe le sole intercettazioni a carico del parlamentare o comunque finalizzate a captare le sue conversazioni, perche' solo per esse si potrebbe manifestare un fumus persecutionis da parte dell' autorita' giudiziaria che la Camera deve valutare ai fini della sua autorizzazione. La Consulta non e' pero' potuta entrata nel merito della questione sollevata perche', spiega nella sua ordinanza, il gip di Napoli non ha motivato ''adeguatamente'' la sua ordinanza per dimostrare la natura casuale delle intercettazioni in cui era incappato Mastella e dunque per poter escludere con ''esaustivita''' che si sia trattato in realta' di uno strumento impiegato dai magistrati proprio per acquisire elementi di prova a carico del parlamentare. .

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