MILANO – Sfonda il miliardo e mezzo di euro il contenzioso con il Fisco di Intesa Sanpaolo: le pretese dell'Agenzia delle Entrate nei confronti del gruppo guidato da Corrado Passera ammontano a 1,65 miliardi di euro, piu' della meta' delle quali nate nel 2010. Contestazioni che la banca giudica in gran parte ''prive di qualsiasi fondamento'' e che ritiene presidiate da ''adeguati accantonamenti''. Secondo quanto risulta dal prospetto informativo sull'aumento di capitale, il Fisco ha aperto 252 pratiche di contenzioso nei confronti della capogruppo Intesa Sanpaolo. A fronte della richiesta di 1,04 miliardi la banca ha quantificato i ''rischi effettivi'' al 31 dicembre scorso in 109 milioni di euro. Nessun accantonamento e' stato fatto per quella parte del contenzioso (pari a 867 milioni) sorto nel 2010 a causa ''dell'arbitrarieta' dei motivi'' delle contestazioni. Nei confronti di altre societa' del gruppo italiane ed estere incluse nel perimetro di consolidamento il contenzioso fiscale in essere al 31 dicembre 2010 ammonta a 614 milioni, a fronte di accantonamenti per 51 milioni. ''Nel complesso, molte delle contestazioni oggetto del contenzioso ¿ in specie quelle derivanti da accertamenti notificati nel corso del 2010 ¿ appaiono prive di qualsiasi fondamento'' afferma Intesa Sanpaolo. ''Essenzialmente al fine di agevolare l'eventuale applicazione di procedure deflattive del contenzioso in relazione a taluni accertamenti ed al prevedibile esito di verifiche fiscali attualmente in corso – si legge ancora nel documento – ai fondi per rischi ed oneri e' stato accantonato l'importo di Euro 100 milioni''.
