TEHERAN 18 MAG I nuovi gusti de – TEHERAN, 18 MAG – I nuovi gusti dei consumatori iraniani si scontrano con i divieti religiosi. Diversi ayatollah sono intervenuti in questi giorni con 'fatwa' (decreti religiosi) per mettere al bando dalle tavole le aragoste e soprattutto i granchi, che hanno invaso il mercato della Repubblica islamica in confezioni in barattolo importate illegalmente dall'estero. L'agenzia Mehr scrive che a dichiarare ufficialmente il granchio 'haram' – proibito appunto dall'Islam – sono stati tra gli altri la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, e, in Iraq, il grande ayatollah Ali Sistani. Altri leader religiosi hanno espresso opinioni piu' articolate. In particolare l'ayatollah Fazel Lankarani, che, pur confermando il divieto di mangiare i crostacei, ha detto che non e' vietato il loro commercio. Un altro ayatollah, Safi Golpayegani, ha spiegato questo divieto limitato affermando che eventualmente la polpa del granchio puo' essere usata come cibo per animali. Secondo la Sharia, la legge islamica, ai fedeli e' consentito solo mangiare pesci che abbiano squame e scheletro. Ma un'eccezione nel campo dei crostacei e' fatta per i gamberi, serviti in molti ristoranti. Gli esponenti religiosi hanno pero' ribadito il divieto anche di consumare aragosta, che solo recentemente ha fatto la sua apparizione nei menu dei ristoranti piu' lussuosi di Teheran. Anche lo storione e le sue uova, il caviale, furono dichiarati 'haram' per un breve periodo dopo la rivoluzione del 1979, ma poi furono nuovamente legalizzati, per la gioia degli estimatori in Iran e all'estero. Abbas Khiani, capo dell'Organizzazione statale per la lotta al contrabbando, ha detto che ogni anno vengono importate illegalmente in Iran merci per 16 miliardi di dollari, e ''tra queste vi sono prodotti alimentari proibiti dall'Islam''. Non solo il granchio, ma anche il maiale, come dimostra il fatto che in alcuni negozi di Teheran e' molto piu' facile di un tempo rifornirsi – illegalmente – di prosciutto o salame. ''Due anni fa – ha detto Khiani – abbiamo chiuso diversi negozi a Rasht (nel nord dell'Iran, ndr) che vendevano carne di maiale. Ora abbiamo inviato ai negozi in tutto il Paese l'avvertimento che non e' piu' consentito vendere barattoli con polpa di granchio e siamo pronti a prendere severi provvedimenti per i trasgressori''.
