TEHERAN 18 APR Potrebbe essere – TEHERAN, 18 APR – Potrebbe essere, secondo alcuni osservatori, la prima incrinatura a emergere tra i due massimi dirigenti iraniani, che hanno affrontato uniti le proteste dell'opposizione e di una parte degli ambienti conservatori degli ultimi due anni. La Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, si e' opposto alla decisione del presidente Mahmud Ahmadinejad di sostituire il ministro dell'Intelligence, Heydar Moslehi. L'episodio rimane ancora avvolto nel mistero, perche' nessuna dichiarazione ufficiale e' stata fatta dai protagonisti. Ma a confermare le tensioni sembra essere il modo in cui la notizia e' stata trattata dalle due piu' importanti agenzie di stampa della Repubblica islamica. L'Irna, vicina al governo di Ahmadinejad, ha dato ieri sera l'annuncio che il presidente aveva ''accettato le dimissioni'' del ministro. La Fars, vicina ai Pasdaran e alla Guida suprema, ha affermato che Moslehi era stato sollevato dall'incarico. Ma la vicenda si e' ulteriormente complicata poco dopo, quando la stessa Fars, insieme con le agenzie Isna e Mehr, affermava che Khamenei aveva respinto le dimissioni, ordinando che Moslehi rimanesse al suo posto. L'Irna ha cercato oggi di resistere, accusando le agenzie rivali di avere diffuso una ''diceria'' e denunciando ''una messinscena per mostrare che ci sono contrasti tra il presidente e la Guida''. Ma qualche ora dopo ha dovuto ammettere ''l'opposizione'' di Khamenei alla decisione di Ahmadinejad. Secondo il sito dei deputati riformisti Parlemannews, il presidente avrebbe voluto rimuovere Moslehi dopo che questi aveva rifiutato di fare marcia indietro sul licenziamento di un suo vice, difeso invece da Ahmadinejad. Khamenei non ha mai fatto mancare pubblicamente il suo sostegno al presidente prima e dopo le elezioni del 2009, che lo hanno visto riconfermato nella carica nonostante le denunce di brogli avanzate dall'opposizione e le piu' grandi manifestazioni di protesta nella storia trentennale della Repubblica islamica. Manifestazioni represse con un bilancio di decine di morti e migliaia di arresti. Ma a partire da allora le critiche al presidente si sono moltiplicate anche da parte di importanti esponenti conservatori, in particolare per la sua politica economica e le sostituzioni improvvise di membri del governo. Le prime voci di un possibile contrasto tra Khamenei e Ahmadinejad si erano diffuse nel dicembre scorso, quando il presidente aveva rimosso il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki, uomo considerato vicino alla Guida, mentre questi si trovava in visita ufficiale in Senegal. Mottaki aveva reagito duramente, definendo la decisione del presidente ''un atto offensivo e contrario alle norme dell'Islam''. Mentre il presidente del Parlamento, Ali Larijani, peso massimo nel fronte conservatore, aveva detto che Mottaki avrebbe meritato piu' ''rispetto''. Oggi il quotidiano Sharq scrive che proprio l'ex ministro degli Esteri potrebbe avere ''un grande ruolo'' nel cercare di formare un vasto fronte di ''conservatori tradizionali e moderati'' che si opponga allo schieramento di Ahmadinejad. La domanda che tutti si pongono e' se Khamenei dara' la sua benedizione all'iniziativa. .