TEHERAN – Diversi ayatollah iraniani sono intervenuti in questi giorni con 'fatwa' (decreti religiosi) che hanno dichiarato contro la religione musulmana il consumo di aragoste e soprattutto polpa di granchio, che ha invaso il mercato della Repubblica islamica in confezioni in barattolo importate illegalmente dall'estero. L'agenzia Mehr scrive che a dichiarare ufficialmente il granchio 'haram' – proibito appunto dall'Islam – sono stati tra gli altri la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, e, in Iraq, il grande ayatollah Ali Sistani. Abbas Khiani, capo dell'Organizzazione statale per la lotta al contrabbando, ha detto che ogni anno vengono importate illegalmente in Iran merci per 16 miliardi di dollari, e ''tra queste vi sono prodotti alimentari proibiti dall'Islam''. Non solo il granchio, ma anche il maiale, come dimostra il fatto che in alcuni negozi di Teheran e' molto piu' facile di un tempo rifornirsi – illegalmente – di prosciutto o salame. Nei menu di alcuni ristoranti di lusso della capitale, inoltre, e' apparsa recentemente per la prima volta anche l'aragosta. Anche lo storione e le sue uova, il caviale, furono dichiarati 'haram' per un breve periodo dopo la rivoluzione del 1979, ma poi furono nuovamente legalizzati per la gioia degli estimatori in Iran e all'estero.