Baghdad (Iraq) – Alle compagnie straniere di estrazione di petrolio e gas che opereranno in Iraq sarà pagata una tariffa fissa per i loro servizi piuttosto che una percentuale sulle risorse scoperte. È quanto hanno spiegato degli ufficiali del settore dopo che il ministro del Petrolio ha annunciato un'asta prevista per gennaio 2012, in cui saranno assegnati sette siti per l'estrazione di gas e cinque per quella di petrolio. I funzionari hanno rifiutato di essere identificati perché non autorizzati a parlare con i media. Cinque delle aree coinvolte si trovano nella provincia occidentale di Anbar, o a cavallo tra questa e altri distretti, una è nella regione di Nivenah, nel nord, una tra quella centrale di Diyala e quella di Wasit; tutte le altre sparse nel sud dell'Iraq. "Speriamo che nel prossimo giro di aste otterremo dei buoni risultati e un successo maggiore rispetto al passato", ha detto Abdul-Mahdi al-Ameedi, direttore generale del ministero del Petrolio e del dipartimento dei Contratti. I siti verranno messi all'asta a gennaio e dovrebbero aggiungere circa 29 trilioni di piedi cubici di gas naturale agli attuali 126,7 trilioni delle riserve e circa 10 miliardi di barili di petrolio ai 143,1 miliardi del momento. L'Iraq pianifica di aumentare la produzione giornaliera di petrolio a 6,5 milioni di barili entro il 2014, contro i 2,75 milioni attuali. La produzione dovrebbe salire a 3,3 milioni di barili quotidiani nel 2012 e a 4,5 milioni nel 2013.