ROMA – ”In Italia l’impatto della crisi sull’occupazione e’ stato pesante. Nel biennio 2009-2010 il numero di occupati e’ diminuito di 532 mila unita”’. I piu’ colpiti sono stati i giovani tra i 15 e i 29 anni, fascia d’eta’ in cui si registrano 501 mila occupati in meno. E’ quanto emerge dal rapporto annuale 2010 dell’Istat.
L’oltre mezzo milioni di occupati in meno (-2,3%) in due anni e’, quindi, il risultato di una perdita di 501 mila posti tra gli under 30 (-13,2%), di un calo dei 322 mila unita’ nella fascia d’eta’ compresa tra i 30 e i 49 anni (-2,3%) e di un aumento di 291 mila occupati tra gli over-50 (+5,2%). Analizzando piu’ da vicino i dati, l’Istat fa notare che ”nel biennio la discesa della domanda di lavoro maschile (-3,1%, pari a -430 mila unita’) ha pressoche’ dimezzato la crescita intervenuta tra il 2000 e il 2008; la flessione dell’occupazione femminile ha interrotto (-1,1%, pari a -103 mila unita’) ha interrotto il precedente incremento della partecipazione al mercato del lavoro”.
Piu’ in particolare, spiega l’Istituto, nella media del 2010, ”la contrazione occupazionale si e’ concentrata nella componente maschile, il cui livello e’ di poco superiore a quello toccato nel 2005”. Guardando ai diversi settori, si sottolinea nel rapporto, ”la perdita di manodopera industriale (-404 mila unita’ nel 2009-2010) ha contribuito per i tre quarti alla caduta di domanda totale nel biennio”.
