ROMA – Le immatricolazioni universitarie in Italia continuano a calare, dopo il picco raggiunto nel 2002-2003, e i nostri atenei sono rappresentati nelle classifiche internazionali (2%) soltanto considerando le prime 200 posizioni. Lo mette in evidenza il Rapporto annuale Istat 2011. Secondo la Strategia Europa 2020 il 40% dei 30-34enni deve avere un'istruzione universitaria o equivalente. La media Ue e' pari al 32,2% e dieci paesi (tra i quali Francia e Regno Unito) hanno gia' superato il livello atteso. Il Piano nazionale delle riforme fissa l'obiettivo per l'Italia tra il 26 e il 27%, con un incremento atteso di circa 7 punti percentuali rispetto al valore attuale (19,8 per cento), in linea con la tendenza media degli ultimi 6 anni. Le differenze di genere appaiono consistenti a favore delle donne (24,2% di laureate a fronte del 15,5% cento dei coetanei 30-34enni) e anche la tendenza premia la componente femminile, con incrementi medi di poco inferiori al punto percentuale annuo (piu' del doppio della corrispondente tendenza per gli uomini). Le differenze territoriali sono accentuate, con le regioni del Centro nelle migliori posizioni (in Umbria, Marche e Lazio piu' di un giovane su quattro e' laureato) e quelle del Mezzogiorno nelle peggiori (particolarmente Puglia, Campania e Sicilia). Anche Veneto e Friuli-Venezia Giulia si collocano al di sotto della media nazionale.
