Italia-Francia: da Parmalat a Edf, i nodi economici

ROMA – Da Parmalat a Edf, da Fonsai alla marcia indietro italiana sul nucleare. Sono tanti e importanti i nodi economici sul tavolo del bilaterale Italia/Francia in programma domani a Villa Madama e si intrecciano con la strettissima attualita', visto che per l'azienda di Collecchio si apre una settimana decisiva. Il dossier piu' spinoso che le due delegazioni affronteranno sara' proprio quello relativo alla vicenda Parmalat, per la quale, nelle scorse settimane, si sono seriamente incrinati i rapporti tra i due Paesi. All'affondo di Lactalis, arrivata al 29% del capitale del gruppo alimentare, ha risposto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, con il decreto anti-scalate e il tentativo ''di sistema'' di creare una cordata italiana, di cui pero' non si vede ancora con chiarezza il contorno. Negli ultimi giorni e' infatti emerso il problema Granarolo, societa' che vuole essere coinvolta subito, pur non avendo la liquidita' necessaria, nell'operazione di salvataggio di Parmalat dalle mani straniere, pena l'abbandono del progetto: una mossa che potrebbe creare qualche imbarazzo alle banche (Unicredit, Mediobanca e Bnl, oltre a Intesa) e alla Cdp, che si troverebbero a imbastire un'operazione esclusivamente finanziaria e priva, almeno per il momento, di un perno industriale. I contatti continueranno nel corso della prossima settimana (domani sarebbe in programma un incontro banche-Cdp) ma il tempo stringe, visto che entro i primi di maggio dovra' essere lanciata l'eventuale opa anti-Lactalis. Il vertice di domani si svolge dunque in un momento critico e potrebbe essere l'occasione per chiedere al governo di Parigi di farsi mediatore nei confronti del gruppo alimentare francese. Questione delicata e' anche quella relativa all'energia, con i capitoli Edison e nucleare. Proprio mentre a Villa Madama Berlusconi, Sarkozy e i principali ministri dei rispettivi governi si siederanno al tavolo del vertice, a Milano si aprira' l'assemblea di Edison che segnera' la fine dell'era Quadrino, l'ad spodestato da Edf, e l'inizio di quella di Bruno Lescoeur, il manager inviato da Oltralpe per sbrogliare la matassa dell'assetto azionario. Sul nucleare, invece, dopo il de profundis recitato la scorsa settimana dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, si trattera' di capire come evolveranno i rapporti tra la stessa Edf ed Enel, che avevano stretto importanti accordi per riportare l'atomo in Italia. Il capitolo finanziario, infine, vede protagoniste Groupama e Fonsai: i francesi, nonostante lo stop dovuto alla richiesta della Consob di lanciare un'opa a seguito del patto parasociale con la famiglia Ligresti, non sembrano intenzionati a mollare la presa sulla compagnia d'assicurazione. Le vicende in corso, insomma, non sono poche, ma i francesi sembrano intenzionati a cercare i dialogo, piuttosto che andare al muro contro muro: si tratta di un problema, spiegava nei giorni scorsi una fonte dell'Eliseo, di ''maggiore visibilita''' dei grandi gruppi d'Oltralpe, mentre globalmente non ci sono squilibri. Ma la realta', faceva notare la presidenza, e' che ''gli investimenti francesi in Italia sono di 30 miliardi e la stessa cifra e' quella degli investimenti italiani in Francia. Quello che e' diverso e' lo schema: da noi ci sono grosse imprese, in Italia sono piuttosto di media dimensione''. .

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