PRISTINA/BELGRADO – La prima visita oggi a Pristina di un esponente politico ufficiale serbo dall'indipendenza proclamata dal Kosovo nel febbraio 2008 e' stata caratterizzata da proteste e scontri fra polizia e manifestanti radicali e nazionalisti kosovari. Borko Stefanovic, il direttore politico del ministero degli esteri serbo che guida la delegazione di Belgrado ai negoziati in corso da due mesi con Pristina, e' stato duramente contestato da centinaia di dimostranti di Vetevendosje (Autodeterminazione), il movimento nazionalista che si oppone a ogni avvicinamento del Kosovo con la Serbia, ferma nel rifiuto dell'indipendenza di Pristina. La polizia ha fato uso di manganelli e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che a piu' riprese hanno lanciato sassi, bottiglie e sacchetti di vernice rossa contro il corteo di auto con Stefanovic e bersagliando i veicoli della polizia. Scene di guerriglia si sono registrate davanti alla sede del governo locale, dove Stefanovic ha incontrato il capo della delegazione kosovara ai negoziati con Belgrado, Edita Tahiri, e il vicepremier e ministro della giustizia, Hajredin Kuci. In serata la polizia, in un comunicato, ha reso noto che circa 400 manifestanti hanno dato vita alle proteste e agli incidenti a Pristina, con un bilancio di sei feriti, due dei quali gravi, e due arresti. Belgrado e Pristina hanno avviato l'8 marzo scorso, con la mediazione della Ue, un dialogo per la soluzione di problemi tecnici e quotidiani della popolazione, non sullo status e l'indipendenza del Kosovo, che Pristina si rifiuta di affrontare ritenendoli problemi ormai risolti. La quarta sessione di colloqui e' in programma a Bruxelles il 17 e 18 maggio. Per migliorare l'atmosfera generale e favorire l'andamento del dialogo, Stefanovic ha deciso di recarsi a Pristina, auspicando che la stessa cosa faccia la collega Tahiri visitando Belgrado. ''La visita di Stefanovic e' giuridicamente l'inizio del riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia'', ha detto ai giornalisti il premier Hashim Thaci. Di parere opposto il ministro serbo per le questioni del Kosovo, Goran Bogdanovic – oggi in visita nel nord del Kosovo a maggioranza di popolazione serba – secondo il quale la visita del capo delegazione serba a Pristina non ha implicato in alcun modo un riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. In una intervista al quotidiano kosovaro Koha Ditore, Stefanovic ha sottolineato da parte sua che ''la chiave'' dell'indipendenza del Kosovo e' a Belgrado. ''Il Kosovo non puo' far parte di alcuna organizzazione internazionale senza il nostro consenso'', ha detto. ''Senza Belgrado non vi potra' essere un cammino stabile verso l'Europa per il Kosovo''.