Kuwait, attese manifestazioni antigovernative per martedì

Dubai (Emirati Arabi Uniti) – In Kuwait sono previste manifestazioni antigovernative per martedì. Si tratta della continuazione delle divergenze politiche che erano già cominciate ancora prima della rivolta della Tunisia. Il Parlamento del Kuwait è il più potente e agguerrito tra quelli dei Paesi del Golfo Persico e i parlamentari dell'opposizione avevano già manifestato il loro discontento apertamente contro i più stretti collaboratori dell'emiro al potere, Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah. Sono stati infatti chiesti due voti di fiducia da dicembre 2009 ad oggi, facendo quasi cadere il governo. Il piano dell'opposizione è adesso di usare le dimostrazioni per le strade per chiedere la ristrutturazione politica del governo, emulando le manifestazioni dell'Egitto e del Bahrain. Il principale bersaglio dei manifestanti del Kuwait è il primo ministro, lo sceicco Nasser Al Mohammed Al Sabah, che è stato accusato di aver cercato di limitare le libertà politiche e di aver imbavagliato i dissidenti. A gennaio il parlamento era stato chiamato a votare per obbligare Nasser a dimettersi. I parlamentari si erano però espressi a favore del primo ministro, che ha incassato la fiducia nel 2009 dopo che erano state mosse delle accuse secondo cui i fondi pubblici venivano male impiegati. L'opposizione chiede anche delle rapide elezioni parlamentari, affermando che alcuni parlamentari filogovernativi hanno ottenuto dei seggi grazie a dei brogli elettorali nel 2009. "L'opposizione vuole un governo che risponda al Parlamento, ma il sistema politico corrente risponde unicamente alla famiglia regnante e, in larga parte, comprende spesso dei membri della famiglia regnante", ha detto F. Gregory Gause III, esperto di affari del Golfo all'università del Vermont. Il leader del Kuwait ha già licenziato uno dei più importanti ministri del proprio governo il mese scorso ed è bastato a far sì che i gruppi dell'opposizione posticipassero i cortei di protesta a questa settimana. Il Paese del Golfo è soggetto all'"assenza di libertà politiche, tirannia, corruzione e tutti questi problemi sono gli stessi" che ci sono in tutta la regione, ha detto l'analista politico giordano Labib Kamhawi. L'uomo ha anche aggiunto che la causa principale "di tutto questo sono i regimi. Però alcuni Paesi sono in grado di anticipare i problemi facendo concessioni e riforme serie e pertanto riescono a sopravvivere alle rivolte".

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