PISA 20 MAG La cura piu' ef – PISA, 20 MAG – La cura piu' efficace per i monumenti e' la conservazione programmata attraverso ''un sistema di pratiche preventive cosi' da rimandare, e se fosse possibile evitare, la necessita' di restauri episodici o ciclicamente ripetuti''. Lo ha detto il presidente dell'Opera primaziale pisana, Pierfrancesco Pacini, nel suo intervento al convegno internazionale ''Cattedrali europee. Esperienze a confronto'' che si concludera' domani con l'intervento del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che annuncera' ufficialmente la conclusione dei lavori di restauro delle superfici lapidee della Torre Pendente. Al convegno di Pisa hanno partecipato i rappresentanti della Basilica della Sagrada Familia di Barcellona, della Cattedrale di Santiago di Compostela, di Notre Dame di Parigi, della Cattedrale di Saint-Paul e dellabbazia di Westminster di Londra, delle basiliche di San Pietro e San Marco e delle cattedrali di Milano a Firenze, insieme ad altre eccellenze europeee. ''Ciascuno degli enti chiamati a gestire questi beni monumentali di inestimabile valore – ha proseguito Pacini – deve partire dal principio, ormai consolidato, della conservazione programmata secondo il quale 'prevenire e' meglio che curare'. Questa e' la strategia, per la gestione del patrimonio architettonico, tendente alla previsione dei danni, da attuarsi tramite lo studio e l'analisi dei manufatti, la programmazione dei controlli, degli interventi e degli adeguamenti eseguiti secondo la logica del minimo intervento, cioe' limitandosi a una pratica conservativa e non sostitutiva. La conservazione programmata ribalta quindi l'approccio tradizionale dell'intervento eseguito a danno avvenuto a favore di una logica di prevenzione''. Un obiettivo che, secondo Pacini, ''deve necessariamente trovare una sinergia tra i vari soggetti chiamati a gestire le Cattedrali'' nel solco dello spirito con il quale nel 2005 nacque l'associazione delle Fabbricerie d'Italia ''che vede coinvolte le piu' importanti Fabbriche nazionali (dal Duomo di Milano, alla Procuratoria di San Marco, dal Duomo di Siena a quello di Monreale, dall'Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze alla Cattedrale di Parma solo per citarne alcune) e che ha permesso di raggiungere risultati gestionali significativi''. Ora, pero', ha concluso il presidente dell'Opera primaziale, serve ''un confronto su scala europea per capire come si siano organizzate le varie realta' e come si possa creare una rete di collegamenti per abbracciare insieme le difficolta' di gestione per permettere la conservazione dei patrimoni culturali''.
