LAMPEDUSA (AGRIGENTO) 19 AP – LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 19 APR – ''Lo scorso venerdi' Georges Alexandre, canadese di 42 anni, difensore dei diritti umani del Gruppo EveryOne e del movimento 'Kayak per il diritto alla vita', e' stato prima fermato e poi sottoposto a perquisizione personale e del suo furgone da carabinieri, polizia e guardia di finanza di Lampedusa, dove opera da oltre cinque mesi offrendo assistenza ai migranti sbarcati dal Nord-Africa''. Lo affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne. ''Georges – aggiungono – ha abbandonato il suo lavoro di impiegato in Canada per sposare la causa dei diritti umani a favore degli immigrati. Impiega risorse personali per sfamare molti di loro''. L'attivista, secondo quanto lui stesso avrebbe riferito agli operatori di EveryOne, ''e' stato fatto scendere nel pomeriggio di venerdi', in zona Albero Sole, dal camper dove vive, da una pattuglia di carabinieri per un 'controllo di routine'. Successivamente, sono arrivati altri carabinieri, agenti della Polizia di Stato e finanzieri. Due ore dopo l'uomo veniva condotto in caserma e nuovamente sottoposto a un serrato interrogatorio, mentre le forze dell'ordine esaminavano i file contenuti nel suo Pc. Nulla di anomalo o illegale''. ''Chiediamo – dicono Malini, Pegoraro e Picciau – alle autorita' di Lampedusa, anche attraverso un appello al ministro dell'interno e al ministro della Difesa, di non manifestare sospetto od ostilita' rispetto al lavoro di Georges Alexandre e degli operatori umanitari come lui impegnati sul territorio''. ''Abbiamo segnalato l'episodio – concludono – all'Alto Commissario Onu per i Diritti umani, allo Special rapporteur delle Nazioni unite sulla condizione dei difensori dei diritti umani, al Commissario Ue per la giustizia e ai vertici di Front line''.
