La consegna delle prime casette a Onna non chiude la crisi dell’Aquila e non bisogna abbassare i riflettori sulla situazione che è ancora grave. A dirlo è la presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane del Pd ai microfoni di “I AM Informazione & Ambiente”.
«Io ho mosso spesso critiche ad alcune azioni del governo che sono apparse propagandistiche e che ci hanno nociuto anche come immagine internazionale. Far pensare al mondo che qui è tutto risolto è un errore catastrofico. Se pensiamo al G8, se pensiamo al fatto che molte nazioni estere avevano intenzione di recuperare alcuni beni, di aiutarci. Mandare il segnale che qui tutto è risolto può essere deleterio, anche dal punto di vista dell’effetto perché noi abbiamo bisogno dell’aiuto internazionale. Rimettere a punto una città come l’Aquila non è soltanto una questione di tempo è una questione di soldi» di cui non c’è traccia neanche nei primi articoli della Finanziaria.
Pezzopane ha rimarcato che «assolutamente l’emergenza non è finita. Purtroppo c’è una situazione molto impegnativa per tutti noi, ma soprattutto per gli aquilani sfollati. Oltre 20 mila persone sono ancora sulla costa e nonostante gli sforzi che si stanno facendo rimangono in attesa di un alloggio. Senza casa non si torna. Molti sono ancora nelle tendopoli e in molte circostanze nelle tende si preferisce rimanere in quel tipo di accoglienza, di situazione piuttosto che essere trasportati in alberghi proprio perché non ci sono le case. In più c’è una gravissima emergenza occupazionale. Su circa 100.000 abitanti di quest’area, che è l’area del cratere, 16.500 sono assistiti o in cassa integrazione o con un contributo di disoccupazione».