LECCE – Si presenta subito in sala stampa Edoardo Reja. Il mancato approdo nella Champions League lo accetta quasi con serenita'. ''Il rammarico e' normale che ci sia – dice il tecnico – soprattutto per come abbiamo condotto l'intero campionato e per come abbiamo giocato gli scontri diretti. Ho ancora nella mente la sfida giocata ad Udine, dove avremmo meritato miglior sorte. Credo che li' ci siamo giocati la Champions''. A condannare gli uomini di Reja solo la differenza reti contro l'Udinese. ''Insieme ai friulani – prosegue – siamo stati la squadra rivelazione del campionato. Il nostro rimane un buon organico ma per centrare quest'obiettivo avremo dovuto avere maggior fortuna. L'Europa League resta, comunque, un risultato importante. Ripetere un campionato del genere sara' difficile, ma noi, gia' dalla prossima stagione, ci riproveremo''. Gli fanno notare che il presidente Lotito e' scuro in volto, ma il tecnico ribatte: ''Lui e' rammaricato ma il calcio e' questo. Accettiamo il verdetto con serenita', anche perche' ho avuto un gruppo e dei ragazzi veramente straordinari''. Non ha molta voglia di parlare, invece, Luigi De Canio, al passo di addio sulla panchina del Lecce. I battibecchi in settimana con la societa' sembrano aver lasciato il segno. ''Sono contento e soddisfatto per il risultato ottenuto – commenta – va bene cosi''. La salvezza ottenuta con una giornata di anticipo e la stucchevole 'querelle' tra lui e la societa' fanno da contraltare alla festa salvezza. ''Quando ci sono delle situazioni del genere – prosegue De Canio – non e' mai bello per nessuno. Pero' io ho la coscienza a posto e tranquilla. Ho fatto il mio dovere appieno e anche di piu''. Cosa lascia in eredita' a questa gente? Lui risponde telegraficamente: ''Una promozione in A ed una salvezza con una giornata di anticipo''. Poi saluta tutti e se ne va.
