Foggia – Zdenek Zeman è ancora un personaggio scomodo per il mondo del calcio. Ne sono convinti i dirigenti del Foggia, che dopo il ko interno contro la Nocerina (campani promossi anzitempo in serie B) hanno diramato un durissimo comunicato stampa in cui criticano l'operato dell'arbitro, ma più in generale attaccano i così detti 'poteri forti' rei di non vedere di buon occhio il ritorno in panchina del tecnico boemo. "I fatti accaduti sabato scorso – si legge in una nota sul sito del club pugliese – in occasione della gara di campionato contro la Nocerina, rappresentano l´ennesima dimostrazione, ove mai ce ne fosse stato bisogno, che qualcosa non va". "Tre gol annullati, di cui due certamente regolari (che ci avrebbero permesso di battere i nostri avversari) ed una condotta a dir poco discutibile non possono passare inosservati a chi, ogni domenica, ha il diritto e il dovere di "vigilare" sulla prestazione della terna arbitrale ed a chi, da semplice sportivo, ha avuto modo di osservare le fasi salienti del match". "Non stiamo qui a dire che, senza quei tre punti, la Nocerina non avrebbe fatto il salto di categoria – prosegue la dirigenza pugliese – la squadra campana ha stravinto meritatamente il campionato di Prima Divisione girone B e di certo non aveva bisogno di 'aiuti' così palesi per festeggiare la promozione in serie cadetta conquistata, dai molossi, durante l´intera stagione e non sabato scorso". "Per questo e per tanti altri motivi, già elencati di recente attraverso diversi comunicati stampa, il club rossonero si chiede quanto tempo e ancora deve durare questo astio nei confronti dell´U.S. Foggia e soprattutto a quanto ammonta il 'prezzo' delle grandi verità che il signor Zdenek Zeman ha avuto il coraggio di denunciare". "A quanto pare, infatti, l´odio nei confronti del nostro mister è diventato smisurato, tanto da prendere le sembianze di una 'punizione' divina nei confronti di un uomo che ha soltanto detto la verità, null´altro. Noi, nel frattempo, continueremo a fare della sportività e dell´etica sportiva il nostro marchio imprescindibile, con la consapevolezza di essere nel giusto. Ma domandandoci, allo stesso tempo, se questa 'pena' nei nostri confronti avrà mai fine perchè se di 'ergastolo' parliamo, allora vuol dire che ci metteremo l´anima in pace".