Legambiente: In Italia oltre metà siti Unesco è in sofferenza

Roma – "Rappresentano un capolavoro del genio umano, sono esempi eccezionali di arte, architettura e natura, in grado di raccontare la cultura e la storia di una civiltà esistente o scomparsa. Sono luoghi e opere uniche al mondo e per questo rientrano nella lista dei beni patrimonio dell'Umanità stilata dall'Unesco, che le seleziona secondo criteri molto stringenti. L'Italia è tra i Paesi al mondo che ne possiede di più, ma troppo spesso, dopo aver ottenuto il prestigioso titolo, lascia questi tesori al proprio destino, senza fondi per il mantenimento e a volte senza alcun tipo di cura". E' quanto afferma Legambiente che, nella settimana dedicata alla cultura ha pubblicato un dossier dal titolo 'Unesco all'italiana. I siti in sofferenza nel Bel Paese', chiedendo che il riconoscimento attribuito dall'organizzazione delle Nazioni Unite sia valorizzato meglio. "Dei 45 siti Unesco italiani, infatti – dichiara l'associaizone per la difesa dell'ambiente – oltre la metà (23) è afflitta da situazioni critiche più o meno gravi che ne mettono a repentaglio il futuro". Tra questi ci sono, per Legambiente, beni paesaggistici unici al mondo come la costiera Amalfitana "un tratto di costa che tutto il mondo ci invidia – si legge nel dossier – dove dilagano abusivismo edilizio ed emergenza rifiuti. E ancora le isole Eolie, paradisi della natura forgiati dal vento e dal fuoco quotidianamente minacciati da interessi speculativi e ipotesi di nuovo cemento, il parco nazionale del Cilento assediato dall'illegalità edilizia, la laguna di Venezia, un sistema fragilissimo insidiato dall'erosione, l'inquinamento marino, le acque alte e la pesca abusiva".

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