ROMA – ''Noi non facciamo la guerra alla Libia, siamo li' per difendere la gente che soffre''. A chiarirlo e' il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervistato dal Quotidiano Nazionale. Il capo della Farnesina non perde l'occasione per ricordare che nel caso della Serbia, ''le bombe di Belgrado, D'Alema le fece sganciare prima del via libera delle Nazioni Unite – dice – . Stavolta e' diverso, ci sono tutti: l'Onu, la Nato, l'Europa''. Frattini condivide appieno la posizione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in merito alla mancanza di una voce unica dell'Europa. ''L'Europa non e' stata, come avremmo desiderato, leader con una voce unica in azioni strategiche di politica estera verso le regioni prioritarie dal Mediterraneo al Medio Oriente – afferma Frattini – . Vuol dire che una riflessione e' necessaria per non perdere quel ruolo che la Ue si era assicurata in altri scenari, come nei Balcani''. In merito alla Libia, Frattini fa sapere che si sta lavorando per cercare ''una soluzione politica'' ma ''l'ostacolo e' Gheddafi'', mentre sull'emergenza immigrazione il ministro avverte che ''se l'Europa sara' capace di tradurre una scelta politica in decisioni pratiche nel giro di qualche giorno o di qualche settimana, sara' credibile. Altrimenti la gente ripetera': a noi che ce ne viene?''.
