TUNISI 18 MAG A stare die – TUNISI, 18 MAG – A stare dietro a tutte le segnalazioni che arrivano quasi quotidianamente, alcune sicuramente vere o presumibilmente fondate, altre un po' meno, la Libia del colonnello Gheddafi, sotto la sferza delle operazioni della Nato, e' ormai ridotta ad un vecchio barcone da cui in molti cercano di scendere prima che affondi. Solo oggi due distinte fonti (un giornale panarabo, Al-Quds Al-Arabi, e una radio tunisina, Mosaique) hanno dato notizia che, tra sabato e domenica, la moglie, Safia, e due dei sette figli superstiti del Rais, il maggiore, Mohammad, e la prediletta Aisha, sono arrivati a Djerba, la bellissima localita' turistica del sud della Tunisia, ormai eletta a stazione di posta, dove i transfughi eccellenti fanno base per poi decidere (o contrattare) un'altra destinazione. Solo negli ultimi giorni ne sono stati segnalati una dozzina, soprattutto funzionari di alto livello e uomini dell'intelligence. La verifica di queste notizie e' abbastanza problematica visto che gli alberghi deluxe di Djerba sono veri e propri compound, con mura altissime, telecamere e uomini della sorveglianza dispiegati su tutto il perimetro esterno, peraltro parecchio distante dalle stanze. Come l'hotel Asdrubal, considerato l'albergo piu' lussuoso di tutta l'Africa, e quindi la sistemazione forse piu' ovvia. L'Asdrubal garantisce – oltre a piscina in camera e servizio h 24 – sicurezza e privacy, e questo ha un prezzo (alcune migliaia di euro a notte per suite da favola). L'esodo da Tripoli alla Tunisia, quindi, sta salendo negli ultimi giorni nella qualita' di chi fugge perche' alle migliaia di disperati che sono arrivati (e ancora ne arrivano, soprattutto nella regione di Tataouine) con tutti i mezzi, sfidando anche le bombe che continuano a cadere sulla linea di confine, si stanno aggiungendo ora i ''papaveri'' del regime o, addirittura, i congiunti del colonnello. Mohammad, il piu' grande dei figli di Gheddafi (avuto dalla prima moglie), ''imprenditore di successo'' con i soldi di papa', ma in rotta con i fratelli per mere questioni di business (il controllo della fabbrica libica della Coca Cola), sarebbe a Djerba per sottoporsi a non meglio chiarite cure. Cosa che, per oltre trent'anni, la nomenklatura libica ha fatto, scegliendo i medici e le strutture sanitarie tunisine, di ottimo livello. Che poi sia vero e' un altro discorso che sara' piu' chiaro nei prossimi giorni, come le intenzioni di Safia e Aisha Gheddafi, sempre che siano veramente arrivate nell'Ile di Djerba, passando, come rifugiate qualsiasi, per il posto di frontiera di Ras Jedir. Resta, invece, ancora il mistero sulla presunta defezione del capo del colosso energetico libico Noc, Choukri Ghanem, che si sarebbe defilato dal regime e che potrebbe essere passato con gli insorti. Ieri, dopo la notizia dell'arrivo a Djerba insieme ad altri alti funzionari libici, era arrivata quella che aveva raggiunto Tunisi. Oggi poteva essere la giornata ideale per l'esordio ufficiale di Ghanem nelle file degli avversari di Gheddafi in occasione di un vertice dell'Opec, ma di lui nessuna traccia, nonostante il fatto che il Cnt – che lo da' presente a Vienna – abbia chiesto di entrare a fare parte dell'organismo che controlla il mercato del petrolio.
