MILANO – ''Non so se sara' nel 2011, non se se nel 2012, ma i lavori in Libia ripartiranno''. Lo afferma l'amministratore delegato di Impregilo, Alberto Rubegni, specificando che il gruppo italiano delle costruzioni detiene nel Paese nordafricano un portafoglio ordini di ''circa 1,1 miliardi di euro''. ''Attualmente i cantieri – aggiunge il presidente Massimo Ponzellini a margine dell'assemblea – sono sorvegliati da personale libico, ma i nostri addetti sono pronti a rientrare e lo stop dei lavori non ha costi elevatissimi: e' interamente compreso nella quota rischi e imprevisti'' di una commessa. Il gruppo italiano delle costruzioni sta lavorando in Libia, attraverso una societa' mista di cui detiene il 60% mentre l'altro 40% e' di un fondo sovrano di Tripoli, a tre poli universitari, di cui uno a Misurata, e a due commesse infrastrutturali a Tripoli. ''In ottobre Gheddafi – spiega Rubegni – e' stato ricevuto con tutti gli onori: nessuno si aspettava cosa sarebbe accaduto. In ogni caso noi abbiamo lavorato con gli anticipi ricevuti (circa il 15% delle commesse), tutto e' stato pagato e una volta consolidata la situazione politica la Libia rimane un Paese ricco, cui servono investimenti e infrastrutture''. ''Noi siamo per la terziarieta' dell'impresa: non lavoriamo per un regime o un altro – aggiunge Ponzellini – ma per il Paese: le universita', tra altro, hanno un alto valore anche simbolico per la ricostruzione e lo sviluppo di un Paese'', conclude il presidente di Impregilo.
