ROMA – ''Fissare una scadenza temporale e' complicato, ormai abbiamo assunto un impegno verso l'alleanza, l'intervento e' iniziato e non si puo' non tenerne conto. Piuttosto si possono fissare limitazioni dell'operativita', escludendo ad esempio una nostra partecipazione a eventuali interventi di terra. Comunque sono sicuro che questo governo, che ha sempre avuto nella politica estera uno dei suoi cardini, non si dividera' e trovera' una sintesi''. Cosi' il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano in un'intervista al Giornale. Mantovano commenta le ultime esternazioni di Gheddafi, sottolineando che e' un ''dovere istituzionale non sottovalutare ogni tipo di allarme o di minaccia, ma – aggiunge – a tutto bisogna dare il giusto peso''. Il rais, afferma, ''da questo punto di vista ha alle spalle un passato da non sottovalutare''. Per questo ''abbiamo il dovere di prendere tutte le misure possibili per minimizzare i pericoli''. Per le eventuali azioni terroristiche ''esistono due possibilita''', spiega il sottosegretario. ''La prima, piu' diretta, potrebbe essere quella di un soggetto inviato nel nostro Paese con un mandato specifico. L'infiltrazione potrebbe avvenire attraverso i profughi che approdano sulle nostre coste oppure attraverso soggetti gia' presenti sul nostro territorio''. ''La seconda pista – continua Mantovano – e' quella di un soggetto che, senza aver ricevuto un input, ritiene di voler indossare il ruolo del vendicatore, come e' gia' accaduto con il terrorismo di matrice islamica, ad esempio con la caserma Santa Barbara a Milano''.
