ROMA 29 APR Alla ricerca di – ROMA, 29 APR – Alla ricerca di un ruolo e di un peso politico dentro la maggioranza i Responsabili provano a giocare la carta della mediazione tra Lega e Pdl sullo spinoso nodo del ruolo italiano nel conflitto in Libia. E il compromesso potrebbe arrivare da una bozza di mozione che i IR ha ideato per assecondare sia la contrarieta' del Carroccio al nuovo ruolo assunto dall'Italia nell'ambito della Nato, sia il necessario rispetto degli impegni presi con gli alleati nell'ambito della risoluzione Onu. La proposta sarebbe quella di affiancare a quelle che verranno discusse il 3 maggio, una mozione che limiti al 31 luglio la durata delle nuove modalita' di partecipazione dell'Italia all'intervento miliare in Libia e che escluda, fin da ora, l'invio di truppe di terra. Una proposta che potrebbe costituire una via d'uscita onorevole all'impasse in cui si trova la maggioranza di fronte al caso Libia, che rischia di diventare il casus belli per una rottura tra la Lega e il Pdl. E che, non a caso, suscita la curiosita' del Carroccio che, se pure ancora non si sbilancia, vuole andare a 'vedere' le carte che si propone di giocare sul tavolo della trattativa la 'terza gamba' della maggioranza. Ad inizio della prossima settimana dovrebbe infatti tenersi un incontro tra la Lega e Ir: la linea del Carroccio, si assicura in ambienti leghisti, la dara' nelle prossime ore il Senatur ma nel frattempo sarebbe inutile lasciare intentate altre strade. La mossa dei responsabili si muove, infatti, di pari passo con quella delle diplomazie dei due alleati di governo che stanno ancora sondando la possibilita' di presentare martedi' una mozione comune Pdl-Lega in grado di sterilizzare le mosse dell'opposizione per dividere la maggioranza sulla politica estera. Un passo molto difficile, vista la chiusura della Lega, ma percorribile. Se non fosse che e' anche esattamente il contrario di quello che il Presidente della Repubblica auspica, convinto com'e' che non si debba mettere in dubbio, pena la credibilita' del Paese, quanto gia' deciso e votato sia dal governo che dalle Camere. Un appello a cui non sembra rimanere sordo il Presidente della Camera Gianfranco Fini, ancora in dubbio se accogliere o meno la mozione dell'Idv contraria alla nuova missione italiana in Libia, perche' in contrasto con quanto gia' votato dal Parlamento. Un appello quello del Quirinale che, pero', fa dire all'Udc, cofirmataria di una mozione del Terzo Polo insieme a Fli, Api, Mpa e Giogio La Malfa, di essere disponibile a votare qualsiasi mozione 'favorevole' alla missione, per evitare il rischio che nessuna di esse raggiunga la maggioranza. Nell'opposizione, in ogni caso, la questione del voto diventa motivo di nuove divisioni. La mozione dell'Idv, dice Di Pietro, ''da' la possibilita' ad un ampio schieramento, ora che anche la Lega e' spaccata rispetto al Governo, di aprire la crisi. Chi appoggera' il Governo di fatto ne diventa complice e se ne deve assumere la responsabilita'''. La mozione del Pd sulla Libia ''e' l'esatto contrario del salvagente. La nostra e' una mozione in grado di fare emergere le storture della maggioranza. Di questo si tratta'' si difende il segretario dei democratici Pierluigi Bersani. Nella maggioranza, invece, si cerca fino all'ultimo di limare il contrasto per evitare il voto. ''La tassativa esclusione di bombardamenti nelle zone abitate o di interventi delle truppe di terra restringe gli elementi di dissenso con la Lega mentre e' comune ala volonta' di mantenere in piedi maggioranza e governo'' dice il capogruppo del PdL alla Camera, Fabrizio Cicchitto secondo il quale ''la linea del governo rimane chiaramente nell'ambito della Risoluzione. Le nuove mozioni dell'opposizione sono o pleonastiche e tattiche oppure mirate solo a rimettere tutto in questione''. .
