ROMA – Missili della Nato hanno distrutto uffici di Muammar Gheddafi nel suo quartier generale a Tripoli, in un raid aereo notturno che il regime ha denunciato come un attentato alla vita del leader libico, mentre si contano a decine le vittime degli ultimi bombardamenti a Misurata, la roccaforte degli insorti da mesi sotto attacco da parte delle forze fedeli al colonnello. I missili, almeno due, hanno colpito il complesso di Bab al Aziziya, distruggendo la sala che il colonnello usava per le riunioni, secondo giornalisti stranieri condotti sul posto dalle autorita'. Altre esplosioni, tra le piu' forti udite finora a Tripoli, hanno scosso nella notte la capitale libica. Le tre reti televisive di Stato – Libyan Tv, Jamahiriya e Shababiya – sono rimaste oscurate per circa mezz'ora. Da Bruxelles, la Nato ha fatto sapere di aver ''compiuto un attacco di precisione nel centro di Tripoli". In un comunicato l'Alleanza Atlantica, senza fare un esplicito riferimento agli uffici di Gheddafi, ha definito l'obiettivo del raid "un Quartier Generale delle Comunicazioni che veniva usato per coordinare attacchi contro i civili". ''Altro che proteggere i civili, la Nato voleva colpire una certa persona'', ha contrattaccato un portavoce del regime, Mussa Ibrahim. ''Ma lui e' sano e salvo, ha il morale alto e si trova in un luogo sicuro'', ha detto. Il raid avrebbe causato almeno tre morti e 45 feriti fra gli impiegati dell'ufficio e le guardie di sicurezza, secondo il portavoce. ''E' un attacco codardo, che può far paura solo ai bambini'', ha ironizzato il figlio di Gheddafi, Seif al Islam parlando alla tv di Stato. ''Ma noi non alzeremo bandiera bianca, la vostra e' una battaglia persa '', ha ammonito Seif, ostentando il suo solito ottimismo sulle sorti del regime. A Misurata, dopo la 'falsa' tregua proclamata dalle forze di Gheddafi, violenti combattimenti e bombardamenti sono proseguiti nel fine settimana, causando almeno 48 morti e decine di feriti, secondo fonti mediche. Ieri il vice-ministro degli esteri Khaled Kaim aveva detto che gli attacchi erano stati sospesi per consentire a tribu' locali di negoziare con gli insorti, ma missili Grad lanciati dai 'lealisti' attestati alle porte di Misurata, hanno continuato a martellare la citta' a circa 200 km ad est di Tripoli. Almeno sei i morti accertati nelle ultime ore. ''Stanno facendo un gioco sporco, hanno fatto finta, non se ne sono andati'', ha accusato il colonnello Omar Bani, il portavoce militare del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), palando da Bengasi, la roccaforte degli insorti nella Libia orientale. Un nuovo sforzo diplomatico per porre fine al conflitto e' stato avviato dall'Unione africana. Oggi sono giunti ad Addis Abeba, per colloqui separati con funzionari dell'Ua, il ministro degli Esteri libico Abdelati Obeidi e due rappresentanti dell'opposizione. Gli insorti hanno pero' già respinto un piano dell'Ua che non prevedeva l'esilio dalla Libia di Gheddafi e dei suoi figli e quindi, salvo sorprese, l'iniziativa ha scarse possibilità di successo.
