Libia, Rasmussen: missione durerà fino al necessario

Bruxelles – Ad oggi ''non e' possibile'' fissare una data per la fine delle operazione della Nato in Libia: cio' potra' avvenire ''solo dopo che saranno stati raggiunti gli obiettivi'' fissati dai ministri degli Esteri dell'Alleanza al vertice di Berlino. Questa la posizione espressa oggi dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, alla luce del dibattito apertosi in Italia sulla durata della missione dell'Alleanza contro il regime di Muammar Gheddafi e alla vigilia della sua missione a Roma, dove domani si riunira' il gruppo di contatto sulla Libia. Ma il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, non desiste e in una sorta di dialogo a distanza con l'Alleanza assicura. ''Una volta che passa una mozione del genere, tutti devono riflettere e tenerne conto'', ha detto dopo l'approvazione, da parte della Camera, del documento in cui si chiede di discutere con gli alleati la fissazione di limiti temporali alle operazioni in corso. In ogni caso, secondo la Farnesina, l'Italia non assumera' ''nessuna decisione unilaterale. E' evidente – ha osservato il portavoce del ministero degli Esteri, Maurizio Massari – che la durata della missione e' subordinata al raggiungimento degli obiettivi''. A confermare che l'Italia, nelle sedi internazionali, non ha espresso alcuna intenzione di chiamarsi fuori da 'Unified Protector' e' stato indirettamente lo stesso segretario generale della Nato. ''Nella riunione che abbiamo avuto oggi – ha detto – tutti i partner hanno riaffermato il forte impegno nell'operazione''. La fine delle missione ''non dipende solo da noi. E' difficile immaginare che le minacce per la popolazione civile in Libia cessino – ha poi aggiunto Rasmussen – finche' il regime di Gheddafi restera' al potere''. E la fine degli attacchi contro i civili e' una delle tre condizioni che dovranno essere raggiunte prima che la Nato possa parlare di 'missione compiuta'. Le altre due, ha ricordato ancora una volta Rasmussen, sono il completo ritiro delle truppe pro-Gheddafi (militari, mercenari e cecchini) e la messa in sicurezza di tutte le attivita' umanitarie destinate a portare aiuto a chiunque ne abbia bisogno. Ma la soluzione della crisi libica non puo' essere solo militare, ha riconosciuto il segretario dell'Alleanza. ''Lo abbiamo sempre detto chiaramente'' ed e' ''la ragione per cui teniamo contatti con i partner regionali e internazionali: bisogna trovare una soluzione politica che risponda alle legittime aspirazioni del popolo libico''. Della questione si parlera' domani a Roma alla riunione del gruppo di contatto, a cui interverra' anche Rasmussen. E in questa sede si discutera' di come dare sostegno finanziario alle forze che si oppongono al colonnello. ''Sono favorevole a prendere tutte le misure che possono aumentare la pressione sul regime di Gheddafi'', ha detto ancora Rasmussen. ''Bisogna quindi essere sicuri che l'opposizione sia finanziata adeguatamente e anche di questo si parlera' a Roma''.

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