Belgrado (Serbia) – È quasi certo che alcune delle pallottole sparate sui manifestanti anti-Gheddafi in Libia sono state fabbricate in Serbia, così come è quasi sicuro che i piloti delle forze aeree che hanno attaccato le posizioni dei ribelli sono stati addestrati da serbi. Il Paese balcanico, che sta cercando di entrare nell'Unione europea e possibilmente nella Nato, continua a vendere armi al regime del colonnello Gheddafi. Negli anni '70 e '80 l'allora Jugoslavia è diventata uno dei 10 principali esportatori di armi del mondo grazie ad alcuni accordi siglati dal ministero della Difesa con Paesi di Africa del Nord, Asia e Medioriente, compreso l'Iraq di Saddam Hussein. Il commercio ha subìto un rallentamento nel momento del crollo della ex Jugoslavia, ma negli ultimi anni è stato ripreso dalla Serbia, che ospita la maggior parte degli stabilimenti dell'industria della difesa dei Balcani. "La Serbia e la ex Jugoslavia si sono esposte a rischi politici stipulando accordi militari con regimi controversi, come quello libico", commenta l'analista militare Sasa Radic. Le compagnie serbe hanno recentemente siglato nuovi accordi che prevedono la costruzione di un ospedale militare in Libia, nonché l'addestramento di membri delle forze aeree e la manutenzione dei 120 aerei da guerra venduti all'esercito libico. La collaborazione con il Gheddafi getta un'ombra sugli sforzi dell'esercito serbo che negli ultimi anni si è impegnato a migliorare la sua immagine all'estero, dopo che centinaia di serbi sono stati condannati per crimini di guerra commessi durante il conflitto degli anni '90. Il governo serbo non ha dato ufficialmente il suo sostegno a Gheddafi, ma non ha neanche condannato insieme agli altri leader della comunità internazionale le violente repressioni delle proteste in corso nel Paese nordafricano. Il ministro della Difesa della Serbia sostiene di aver sospeso le relazioni con l'esercito libico da quando sono iniziate le manifestazioni e nega che a pilotare gli aerei libici che hanno colpito i dimostranti di Bengasi siano stati dei "mercenari" serbi. Al tempo stesso, tuttavia, l'ex presidente della Serbia si è recato a Tripoli per organizzare un'intervista con Gheddafi, trasmessa in esclusiva dalla rete serba Pink Tv, offrendo al leader libico un'occasione per vantare il suo potere. D'altra parte i leader di Otpor, un gruppo di opposizione giovanile che ha aiutato a rovesciare Milosevic nel 2000, hanno creato un'organizzazione che mira a fornire consigli a manifestanti pacifici che chiedono riforme democratiche in tutto il mondo. Otpor ha influenzato uno dei gruppi di giovani egiziani al centro della rivoluzione che ha portato alla destituzione del presidente Hosni Mubarak e ora sembra che abbia ispirato anche i manifestanti in Libia.
