Bengasi (Libia) – Due uomini sopravvissuti all'attacco aereo attribuito alla Nato, in cui sono morti numerosi ribelli, hanno detto che è successo dopo che qualcuno ha sparato in aria con armi pesanti mentre il convoglio dei ribelli si dirigeva da Agedabia a Brega. Si trovava a circa 20 chilometri da Brega quando è stato colpito. "Stavamo guidando e poi tutto è esploso. È il destino, devono aver pensato si trattasse delle brigate di Gheddafi che sparavano contro di loro. Abbiamo bisogno di sbarazzarci di lui", ha detto Ibrahim al-Shahaibi, 19enne che milita tra i ribelli. È stato ricoverato al reparto di terapia intensiva dell'ospedale Jalaa di Bengasi, dove gli è stata amputata una gamba sotto il ginocchio. Ali Abdullah Zio, 28enne studente di economia all'università Qar Younis di Bengasi, è ricoverato nello stesso ospedale con ferite al volto, alla testa e alle mani, incapace di aprire gli occhi. Ma ha raccontato che c'erano quattro auto e una ambulanza nel convoglio e che tutti sono rimasti shockati quando un uomo ha sparato in aria. Gli hanno chiesto il motivo e quello ha detto "di aver fatto un errore, poi si è allontanato dal convoglio e si è diretto verso Agedabia. Qualche istante dopo c'è stato l'attacco".
