ROMA – Retroscena Mondiali: li rivela Marcello Lippi, a poco meno di un anno dal flop azzurro a Sudafrica 2010. ''Tornassi indietro, porterei Giuseppe Rossi'', ha detto l'ex ct della nazionale, in un'intervista a Sky. Tra Balotelli, Borriello, Cassano e Rossi ha mai ripensato a uno che avrebbe portato? e' stata la domanda. ''Si', Giuseppe Rossi: e' un giocatore, un ragazzo e un professionista fantastico – la risposta di Lippi – negli ultimi mesi aveva perso un po' di entusiasmo, e nel fare le scelte lo avevo lasciato a casa. Quest'anno e' esploso in maniera eccezionale, sta facendo benissimo, e' diventato veramente un giocatore di primissima fascia internazionale''. ''Ma quello che deve entrare nella testa delle persone – ha aggiunto l'ex ct riferendosi alle polemiche su Cassano – e' che ognuno puo' dire cio' che vuole, purche' non diventi una strumentalizzazione, come in alcuni casi e' diventata, con contestazioni organizzate apposta in allenamento, non deve diventare quello, ma soprattutto non si deve pensare che un allenatore ce l'abbia con un giocatore. Un allenatore non ce l'ha con nessuno, soprattutto con il giocatore uomo. Un allenatore puo' avere delle idee diverse sul piano tecnico e pensare che un giocatore possa non essere determinante per la sua squadra, pur considerando quel giocatore un bravo ragazzo e una persona seria. Io non ho mai pensato che qualche giocatore potesse disturbare il lavoro, sono semplicemente convinzioni tecniche''. Lippi ha poi rivelato il piano per il Mondiale, poi saltato. ''Mi ero messo in testa di andare ai Mondiali con una difesa a tre: Nesta, Cannavaro e Chiellini. Mi piaceva molto. Avevamo degli esterni che si prestavano a questo tipo di gioco, perche' giocavano in questa maniera nelle loro squadre, mi riferisco a Maggio e a Criscito. Mi piaceva molto ed ero convinto di essere riuscito a convincere Nesta, invece prevalse questa sensazione di gestirsi''. L'allenatore azzurro era pronto a cambiare la difesa anche con Bonucci, ''poi Chiellini si presento' al ritiro con uno stiramento al polpaccio e fece 15 giorni di lavoro differenziato. Quando arrivammo a fare il Mondiale non potevo fare una cosa che non avevo mai provato''. Furono poi le 'tegole' degli infortuni a Pirlo e Buffon a far perdere sicurezza alla squadra. ''Cosi' ci fu la frittata con la Slovacchia. Certamente il valore dell'Italia non era quello, era sicuramente superiore''.
