A due settimane dalla scarcerazione per ragioni umanitarie di Abdel Basset Ali Mohmet al-Megrahi, l’ex agente segreto libico unico condannato per la strage di Lockerbie del dicembre ’88, il ministro degli Esteri britannico David Miliband e’ tornato sulla controversa vicenda, affermando che le autorita’ del Regno Unito “non volevano” Megrahi “morisse in prigione”.
Malgrado ufficialmente fosse finora sempre stato ribadito come quella di rilasciare l’ex spia fosse stata una decisione presa in piena autonomia dal governo scozzese, in virtu’ delle sue peculiari prerogative. “Noi non volevamo che il signor Megrahi morisse in carcere”, ha dichiarato Miliband alla radio del network pubblico ‘Bbc’. “Una sua morte in prigione non era il nostro obiettivo”. Il capo della diplomazia britannica ha inoltre ribadito che da parte del governo centrale di Londra non ci sono state pressioni di alcun genere sulla Scozia, e che non vi sono neppure stati accordi di sorta con la Libia. Megrahi e’ stato liberato il 20 agosto scorso, e quindi rimpatriato, perche’ gravemente malato: e’ infatti affetto da tumore alla prostata in fase terminale.
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