LONDRA 6 MAG Da un lato di Gros – LONDRA, 6 MAG – Da un lato di Grosvenor Square, la centralissima piazza di Mayfair dove ha sede l'Ambasciata Americana, urla da stadio: ''Scum'' (feccia) e ''By By Sharia''. Dall'altro lato, ''Allahu Akbar e Mohammed e' il suo profeta''. Oltre duecento islamici del ''Londonistan'' si sono dati appuntamento oggi per la Janazah, il funerale islamico che sostengono esser stato negato a Osama bin Laden, mentre dall' altra sponda del parco, separati da cordoni di polizia, una cinquantina di ''hooligans'' sbracciati della National Defense League (Ndl) li insultano e fanno gestacci. ''E' solo questione di tempo prima che venga commessa un' altra atrocita'', dice ai giornalisti Abu Muaz, 28 anni, bengalese-britannico di terza generazione, venuto da East London senza la moglie che aspetta un bambino: ''Lo chiameremo Osama e cosi' d'ora in poi molti come noi''. Molte donne velate dalla testa ai piedi, qualche bimbo con i cartelli. ''Osama non e' piu' un uomo, e' diventato un fenomeno'', dice un padre venuto col figlio in carrozzina: ''Questa e' la nostra vittoria, questa e' la nostra felicita''. Gli estremisti della National Defense League tentano di avvicinarsi e sono allontanati a forza dalla polizia. Arriva un'ambulanza quando si sparge la voce che un islamico e' stato aggredito. ''L'Islam dominera' il mondo'', si legge nei cartelli del ''Londonistan''. Si avvicinano i nazionalisti con un fantoccio che sul petto ha la scritta: ''Osama brucia all' inferno''. Gli altri rispondono per le rime: ''Obama brucia all' inferno''. La rabbia dell'Islam per la morte del capo di Al Qaida che qui molti definiscono ''martire'' si esprime in tesi che evocano emarginazione anche in chi usualmente e' perfettamente integrato nel mondo britannico. Gli americani sono ''assassini'' con i loro complici del ''British Empire'' che ha distrutto ''il Califfato Islamico'' e rubato la patria ai palestinesi. Ma i fedeli dell'Islam, quelli che credono nel ''libro'' vedono ''la vittoria dietro le nuvole nere: e l'orizzonte e' islamico''. Per questo, dice un imam alla piccola folla, ''non dobbiamo essere tristi. Osama vive in ciascuno dei nostri cuori''. Il funerale di Bin Laden ''in absentia'' era stato organizzato dal controverso imam Anjem Choudary, ex leader del gruppo al-Muhajiroun (''gli immigranti'' in arabo) e adesso membro dell'organizzazione Musulmani contro le Crociate, che aveva minacciato di bruciare le effigi del principe William e della sposa Kate il giorno del matrimonio reale. Choudary nei giorni scorsi aveva messo in guardia sulla possibilita' d'un altro attentato in stile 7 luglio 2005, quando quattro kamikaze fecero saltare in aria carrozze della metropolitana e un autobus, provocando 52 morti. Oggi, a sei anni di distanza, il Coroner ha chiuso l'inchiesta esprimendo perplessita' su come l'Mi5 abbia gestito l'intelligence in suo possesso, ma concludendo che nulla che servizi di sicurezza o soccorritori potessero fare avrebbe potuto evitare la strage. Le conclusioni dell'inchiesta e le raccomandazioni per razionalizzare la condivisione dell'intelligence acquistano particolare urgenza in vista di appuntamenti ad alto rischio per le forze di sicurezza: le Olimpiadi del 2012 ma anche, a piu' breve scadenza, la visita di Barack Obama a fine maggio. ''Ci sara' rabbia, ci saranno manifestazioni'', dice Abu Muaz: ''Io credo nella nozione coranica della ''covenant of security'', secondo cui i musulmani non attaccano gli abitanti di un Paese dove vivono sicuri, ma tra noi molti individui non ci credono''.