ROMA – ''Negli anni '80 la mafia legata a Stefano Bontate, quella dei cosiddetti perdenti, investi' denaro con Dell'Utri e Berlusconi''. Lo ha detto, deponendo al processo Mori, il pentito Giovanni Brusca. ''Seppi da Ignazio Pullara' – ha aggiunto – che poi il boss Giovannello Greco, temendo di perdere i frutti dell'investimento fatto con Berlusconi, fece un blitz a casa di Gaetano Cina per riprenderseli''. Brusca ha poi riferito di avere saputo, sempre dal capo mafia Pullara', boss della famiglia di Santa Maria di Gesu', che Berlusconi pagava il pizzo a Cosa nostra per le sue attivita' economiche in Sicilia. Prima – ha spiegato – pagava a Bontate, poi dopo la sua morte a Pullara' che, per fare capire all'imprenditore che era lui il nuovo riscossore del pizzo gli fece un attentato nella sua casa milanese''. L'intimidazione non sarebbe piaciuto al boss Toto' Riina che avrebbe sollevato Pullara' dal suo ruolo e deciso di occuparsi personalmente della cosa. Il pentito quantifica il denaro versato da Berlusconi in 600 milioni delle vecchie lire all'anno.
