Roma – "Dopo l'arresto di Totò Riina ho contattato Vittorio Mangano, il cosiddetto stalliere di Arcore perchè si facesse portavoce di alcune nostre richieste presso Dell'Utri e Berlusconi". Lo ha rivelato il pentito Giovanni Brusca, deponendo al processo al generale dei carabinieri, Mario Mori, accusato di favoreggiamento alla mafia. "Lui – ha aggiunto – era contentissimo di poterci ristabilire i contatti e ci spiegò che si era licenziato dall'impiego ad Arcore per non creare problemi a Berlusconi, ma che tutto era stato concordato anche con Confalonieri e che aveva ancora con loro buoni rapporti". A fare da tramite tra Mangano e l'allora imprenditore Berlusconi sarebbe stato un personaggio, "tale Roberto", che aveva la gestione delle pulizie alla Fininvest.
