Mafia. Ciancimino story, dal 'sig.Franco' a mister X

PALERMO – Tutto comincio' con l'ingegner Lo Verde, il nome di fantasia inventato da Vito Ciancimino per riferirsi a Bernardo Provenzano. Poi arrivo' il ''signor Franco o Carlo'', l'oscuro agente dei Servizi segreti che avrebbe avallato il patto tra Cosa nostra e le istituzioni e che, per anni, avrebbe protetto e garantito l'ex sindaco corleonese. Adesso c'e' anche ''Mister X'', il presunto ''puparo'' che sarebbe tra le quinte della scenografia degli intrecci tra politica, forse dell'ordine e mafia disegnata da Massimo Ciancimino. E' piena di personaggi misteriosi la vita del figlio dell'ex sindaco che da tre anni racconta i retroscena della storia italiana degli ultimi quarant'anni che, a sua volta, gli sarebbero stati rivelati dal padre morto nel 2002. Ma se il ''puparo'' ha un nome e un cognome, tanto da aver fornito a Ciancimino jr anche un biglietto da visita, rimane ancora nebulosa l'identita' dell'inafferrabile signor Franco, che ogni tanto diventava Carlo nei racconti di don Vito. Dopo mesi di identikit, caccia a foto mai trovate e interrogatori, Massimo Ciancimino aveva rivelato agli investigatori che l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro era un personaggio dell'ambiente del '''signor Franco'', salvo poi fare retromarcia, attribuendo tutto al padre che aveva fortissimi motivi di risentimento nei confronti dell'investigatore che lavoro' a lungo con Giovanni Falcone. Il nome di De Gennaro era gia' stato in qualche modo accostato a quello dello 007 in un bigliettino manoscritto dell'ex sindaco di Palermo, poi rivelatosi falsificato. A luglio scorso Massimo Ciancimino aveva infatti consegnato ai magistrati un elenco di investigatori e politici tra cui anche un tale Gross e, accanto, le iniziali ''F/C'': Franco o Carlo. Il riferimento a Gross indusse la Procura di Palermo a fare accertamenti su un ex console onorario israeliano, Moshe Gross. Un buco nell'acqua come quello che si e' consumato pochi mesi prima, a maggio, quando i magistrati nisseni, sequestrarono alcune copie di un periodico romano in cui, a dire di Massimo Ciancimino, sarebbe stata pubblicata una foto del fantomatico 007, tra gli invitati a un evento mondano. Ma, dopo un primo incerto riconoscimento, sarebbe emerso che il presunto signor Franco era in realta' un alto dirigente di una casa automobilistica che minaccio' querela. Del misterioso protagonista della trattativa Ciancimino avrebbe fornito anche un identikit e il numero di cellulare poi risultato inesistente. Piu' semplice dovrebbe essere per gli inquirenti arrivare al ''puparo'', che ad aprile scorso avrebbe avvicinato Massimo Ciancimino per consegnargli documenti e dargli ''consigli''. La sua identita' e' stata infatti rivelata ai pm palermitani che sono adesso a caccia di un ex carabiniere, che fu autista del generale dei carabinieri Giacinto Paolantonio. Spunta cosi' ''Mister X'', come e' stato chiamato questa mattina in aula il ''puparo'' durante il processo al generale Mario Mori per non rivelarne le generalita'. Ciancimino jr, che finora non ne aveva parlato per paura di ritorsioni, spera adesso che almeno lui finisca nelle mani degli inquirenti. Forse non c'e' piu' tempo per un'altra boutade.

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