ROMA – Analisi accurate della Commissione antimafia indicano che l'attività mafiosa nella quattro regioni di origine – Sicilia, Campania, Calabria e Puglia- è causa di un mancato sviluppo equivalente al 15-20% del PIL delle stesse regioni. Lo ha detto Beppe Pisanu illustrando a San Macuto la relazione di metà legislatura sulla attività dell'organismo di inchiesta. ''Come abbiamo ampiamente documentato, gli investimenti e le speculazioni mafiose giungono in ogni settore di attività del Mezzogiorno e si confondono sempre più con l'economia legale'', ha spiegato Pisanu. ''Va detto che, mentre l'accumulazione dei capitali illeciti procede per le vie consuete della droga, del racket, dell'usura, del gioco illegale e legale, della contraffazione e dei numerosi traffici di esseri umani, armi e rifiuti, si registra una evidente evoluzione dei comportamenti criminali: nel senso che i reati tradizionali sono in diminuzione e quelli di nuova specie in aumento. Ma va anche detto che se molto sappiamo su come i capitali mafiosi vengono raccolti, ancora poco sappiamo su come vengono occultati e investiti nell'economia legale e nei circuiti finanziari nazionali ed internazionali''. .
