PALERMO – Massimo Ciancimino e' pronto a riprendere il suo posto di testimone d'accusa sulla ''trattativa'' tra Stato e mafia. Stavolta come detenuto comparira' domani nell'aula della quarta sezione del tribunale di Palermo dove si celebra il processo al generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di avere favorito Cosa nostra. In un primo momento Ciancimino era stato citato per il 26 aprile ma l'udienza era stata rinviata dopo il fermo del figlio di don Vito con l'accusa di calunnia nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro. La nuova audizione era stata chiesta dal pm Nino Di Matteo su un tema specifico della ''trattativa''. Come ha spiegato lo stesso pm, si tratta di ricostruire i passaggi che portarono Vito Ciancimino, processato per i grandi appalti di Palermo, a nominare come proprio difensore Nicolo' Amato fino a qualche tempo prima responsabile del Dap. Secondo Di Matteo, la nomina sarebbe stata ''frutto di un suggerimento dei carabinieri che in quel periodo incontravano l'ex sindaco di Palermo''. Massimo Ciancimino dovrebbe inoltre riferire sul contenuto di alcuni dattiloscritti del padre, con annotazioni a mano, nel periodo dei contatti con Mori e con l'allora capitano Giuseppe De Donno, che conterrebbero ''riferimenti espliciti sulle rassicurazioni offerte anche da Mori sull'esito della 'trattativa' tra mafia e Stato nel periodo delle stragi''. Non e' escluso che domani possano essere richiamati in aula alcuni passaggi dei due interrogatori di Massimo Ciancimino dopo l'arresto attraverso i quali prima ha rivelato di avere ricevuto 13 candelotti di dinamite e 21 detonatori e poi ha fatto scoprire l'archivio segreto del padre custodito in uno sgabuzzino di casa sua.