BOLOGNA – Forse il peccato del Bologna e' stato quello di aver raggiunto troppo in fretta i 40 punti. La butta li' sarcastico Alberto Malesani, alla fine della disfatta del Dall'Ara nel derby con il Cesena. Perche' ora che la 'quota salvezza' potrebbe alzarsi, qualcuno trema anche in casa rossoblu'. ''Abbiamo paura'', ammette per tutti il capitano Di Vaio, dopo una settimana tormentata anche dal suo coinvolgimento nella vicenda dei pass per disabili associati alle targhe delle auto dei giocatori: ''Ci siamo messi in questa situazione e dobbiamo tirarcene fuori'', dice in riferimento al campionato. Se prima delle quattro sconfitte di fila, cioe' prima dell'aprile nero, il mese in cui da sempre le squadre di Malesani hanno la rendita peggiore, non mancava chi ipotizzava l'Europa, il tecnico rimanda a quanto ribadito durante l'anno. ''Questa e' una squadra costruita per non retrocedere. Il nostro problema – ha detto – e' quello di esserci sentiti tranquilli troppo presto, siamo arrivati a 40 troppo in fretta. Avevamo messo un bel mattone e ci sentivamo a posto''. Nessun rischio, pero', secondo il tecnico, di ripetere l'harakiri vissuto col Verona. Nella stagione 2001-2002 i veneti con lui in panchina erano settimi a febbraio, poi dopo una serie negativa precipitarono in B. ''Era una cosa diversa, c'era uno svilimento generale e non c'erano piu' i giocatori. Qua il problema e' mentale, ma siamo un grande gruppo. E l'unica medicina sono i risultati''. L'allenatore non e' a rischio, per ora. Lo conferma il presidente Albano Guaraldi, che da quando e' in carica ha inanellato solo sconfitte: ''Non faremo gesti forti. Serve piuttosto un'azione equilibratrice''. Nebuloso invece il futuro: ''Non abbiamo ancora deciso'', ribadisce Guaraldi. ''Io ho raggiunto la pace dei sensi'', si smarca Malesani con chi gli chiede se si ritiene traballante. ''Un allenatore maturo – prosegue – se e' a posto con la coscienza, non si sente mai in bilico. Poi se il problema sono io vado via. Ma ho gia' detto che voglio bene al Bologna e voglio rimanere. Ma non sono io che faccio i contratti. La societa' mi ha detto di aspettare, e io aspetto volentieri. Spero che facciano presto''. Opposto il morale di Massimo Ficcadenti, che si e' preso una bella rivincita ribaltando il derby dell'andata, finito con le contestazioni della curva cesenate: ''Non ci siamo buttati giu' quando andavamo male, non ci esaltiamo adesso. Certo c'e' piu' convinzione ed entusiasmo''. Contento che il suo lavoro venga premiato e riconosciuto. ''Nel calcio ci vuole tempo. Ma se uno fa le cose bene e con equilibrio i risultati arrivano''. La lotta per non retrocedere e' tutt'altro che conclusa. ''Sono entrate in ballo anche altre squadre, come Chievo. Siamo tutti li', e non ci potremo rilassare fino al 22 maggio''.