POTENZA – La Regione Basilicata ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la cosiddetta ''tassa sulle disgrazie'', introdotta dal Governo con il decreto ''Mille proroghe'' e che ''prevede l'aumento delle accise sui carburanti in caso di calamita' naturali'', perche' ''sono violati quattro articoli della Costituzione''. In una nota diffusa dall'ufficio stampa della giunta regionale lucana e' spiegato che ''la Regione Basilicata, con l'alluvione dello scorso 1 marzo che ha creato forti danni in particolare nel Metapontino, sarebbe stata la prima regione a dover applicare tale norma, con la conseguenza paradossale non solo di tassare ulteriormente chi aveva subito danni, ma anche che di far pagare i carburanti piu' che nel resto d'Italia al territorio che maggiormente contribuisce all'approvvigionamento energetico del Paese''. Il governatore lucano Vito De Filippo, ha sottolineato che ''non possiamo accettare che la Basilicata, per l'alluvione dello scorso marzo, sconti la sperimentazione di una norma ingiusta per una posizione ideologica. Quello che abbiamo messo in campo – ha spiegato – e' un atto volto alla tutela della legge e dell'Unita' nazionale che non puo' essere in alcun modo essere letto come atto ostile a qualcosa o a qualcuno e significativo in tal senso e' il fatto che procediamo parallelamente sulla stessa strada del ricorso alla Corte costituzionale con altre Regioni di orientamento politico tra loro differente, come l'Abruzzo e le Marche. Il ricorso alla Corte costituzionale per far valere le proprie ragioni contro un'altra istituzione dello Stato non e' mai una cosa semplice o un motivo di soddisfazione, ma, con senso di responsabilita' – ha concluso De Filippo – abbiamo intrapreso questa strada a tutela degli interessi dei lucani, oggi, e dell'intero Paese in generale perche' non ce ne erano piu' altre''.
