MILANO – Daniela Santanche' 'contro' Letizia Moratti sul caso dei manifesti anti-pm e, in particolare, sull'aut-aut dato dal sindaco di Milano a Roberto Lassini, ancora formalmente candidato per il Pdl alle elezioni comunali, ma che ieri ha annunciato il suo ritiro dalla 'corsa'. Dimissioni che il primo cittadino legge come una ''vittoria del buonsenso e della buona politica'', mentre il sottosegretario all' Attuazione del Programma afferma: ''Lassini lo voterei perche' sono contro l'ingiustizia, perche' sono stufa di questi magistrati''. E ancora: ''Sbagliato fare i diktat, fare ricatti''. Un attacco alla Moratti che mette benzina sul fuoco della campagna elettorale milanese. Nel frattempo, slitta alla prossima settimana l'invio da parte della Procura di Milano della richiesta al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, dell'autorizzazione a procedere nei confronti dello stesso Lassini, presidente dell''Associazione dalla parte della democrazia' che ha firmato i manifesti 'Via le Br dalle procure' e 'Toghe rosse. Ingiustizia per tutti', di Giacomo Di Capua, ex responsabile della segreteria (si e' dimesso ieri) del sottosegretario Mario Mantovani, e di un tipografo. Sono tutti e tre indagati per vilipendio all'ordine giudiziario. La richiesta slitta perche', da quanto si e'saputo, le indagini vanno avanti e 'puntano' a definire il quadro delle posizioni degli indagati, ma anche ad accertare ulteriori responsabilita'. I capitoli ancora aperti, infatti,sono almeno due: chi ha commissionato davvero quei manifesti? Chi o quale societa' ha pagato la creazione e le stampe? Il coordinatore dell'indagine Armando Spataro e i pm Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici aspettano dunque gli esiti di nuovi accertamenti disposti. E' probabile che gli investigatori della Digos debbano sentire altre persone e al momento si esclude pero' l'iscrizione di altre persone nel registro degli indagati. Intanto, il sindaco Moratti ha parlato oggi del 'passo indietro' fatto da Lassini, dopo le richieste di dimissioni arrivate da molti fronti. ''Ha vinto il buonsenso – ha spiegato – il rispetto per le istituzioni e la buona politica. La mia e' stata una battaglia per affrontare queste ragioni''. Sul modo con cui Lassini formalizzera' le sue dimissioni ha aggiunto: ''Le modalita' tecniche di esclusione di Lassini si troveranno nel rispetto della legge''. Poi la risposta della Santanche': ''La Moratti ha sbagliato: e' sbagliato fare i diktat, fare i ricatti''. E poi ancora il sottosegretario: ''Sui giornali c'e'scritto che ha detto 'o me o Lassini', ma Berlusconi ha un interesse che va un attimino piu' in la' della Moratti''. Infine, il sostegno all'ormai ex candidato: ''Io voterei Lassini anche in nome di Enzo Tortora perche' la battaglia e' la stessa, quella della giustizia''. Cosi' a chiedere le dimissioni della Santanche' e' l'Italia dei Valori, col suo portavoce Leoluca Orlando: ''La Santanche' voterebbe Lassini? Il sottosegretario istiga all'odio contro i magistrati: il suo e' un atteggiamento eversivo, si dimetta immediatamente''. Mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, rispondendo al question time alla Camera aveva detto: ''La posizione e' netta: il ministro Alfano auspica un clima di generale moderazione sulla giustizia e rinnova la ferma condanna per le espressioni usate nel manifesto di Milano''. Malgrado tutto, l'associazione 'dalla parte della Democrazia' di Lassini ha gia' iniziato a strutturarsi sul territorio e nei prossimi giorni costituira' i propri organi direttivi e si dotera' di un portale su internet. Ai vertici del gruppo, la cui presidenza onoraria dovrebbe restare in capo a Lassini, approdera' Tiziana Maiolo, forzista della prima ora.