ROMA – ''Se sono contento di andarmene? Esatto''. Ospite di Antonello Piroso a Niente di personale su La7, Mauro Masi non ha rimpianti per il ruolo di direttore generale a Viale Mazzini, che domani cedera' ufficialmente a Lorenza Lei, e precisa di non aver ''mai risposto alle telefonate di Berlusconi''. ''Come sara' ricordata la mia direzione generale? C'e' un fatto oggettivo: sara' ricordata – risponde – come uno dei momenti storici dell'azienda, visto che ho gestito il passaggio al digitale investendo 300 milioni di euro. E c'e' un mio desiderata: saro' ricordato come colui che ha cercato di affrontare i santoni della comunicazione di sinistra che hanno spesso pretese strumentali mirate ad ottenere piu' poteri e piu' soldi. Aspirazioni legittime, ma non vanno ammantate come vittoria della democrazia o della liberta'''. ''Alle telefonate di Berlusconi – rivendica ancora Masi – non ho mai risposto. Forse saro' ricordato come uno che ci ha provato a dire di rispettare regole, probabilmente non ci e' riuscito, ma la vita e' lunga, vedremo in futuro''. Il dg uscente ha affronta anche la questione dello stallo sulle nomine e in particolare della sua presunta 'incapacita'' a proporre i nomi di Enrico Mentana per il Tg3 e Giovanni Minoli per Rai3: ''Le nomine vengono fatte in cda quando c'e' un minimo di garanzia di una maggioranza adeguata. Quando non c'e', non e' bello ne' serio far bocciare nomi di rilievo in cda. La percezione che ho avuto e' che non c'era una maggioranza adeguata. Ho percepito segnali, interni alla Rai e anche fuori''. Ribadendo che, a suo giudizio, e' necessario ''un intervento per modificare la governance della Rai perche' possa essere piu' efficiente'', Masi non scioglie la riserva sulla sua partecipazione al nuovo programma di Vittorio Sgarbi, Il bene e il male: ''Posso dire che va in onda in prima serata su Rai1 dal 18 maggio. Vittorio mi ha proposto approfondimento a cavallo tra il culturale e il mediatico: la proposta mi tenta, ma non ho ancora deciso''. Quanto alle indiscrezioni sui costi (si parla di 1,4 milioni a puntata), ''il programma – conclude – e' assolutamente nell'ambito delle spese aziendali per questo tipo di trasmissioni''.