Maxisequestro a Giammarinaro, 're della sanità' trapanese

PALERMO 17 MAG Gli inquirent – PALERMO, 17 MAG – Gli inquirenti lo descrivono come il dominus della sanita' trapanese: l'uomo in grado di condizionare illecitamente il sistema dei rimborsi delle strutture convenzionate, l'imprenditore con interessi in decine di cliniche e centri di assistenza capace di costruire un impero economico di oltre 35 milioni di euro, oggi sequestrati, e influenzare pesantemente la politica locale e regionale. Giuseppe Giammarinaro, 65 anni, un passato da fedelissimo degli andreottiani in Sicilia e un cursus honorum politico che l'ha visto prima nel Biancofiore, poi nell'Udc di Toto' Cuffaro, avrebbe gestito per anni i suoi illeciti interessi malgrado le pendenze giudiziarie. Assolto su richiesta della Procura di Palermo dall'accusa di associazione mafiosa, ma condannato per peculato e abuso d'ufficio, il ras della sanita', negli anni '90 salito sugli scranni del Parlamento siciliano, incontrava politici, discuteva di affari e gestiva cliniche e centri sanitari attraverso prestanomi e familiari nonostante fosse costretto al soggiorno obbligato nel suo comune di residenza, Salemi, feudo dei cugini Nino e Ignazio Salvo, dalla misura della sorveglianza speciale. Secondo gli inquirenti, grazie alla complicita' di dirigenti della sanita' pubblica che stipulavano convenzioni per il rimborso di spese sanitarie per l'assistenza a pazienti ricoverati in strutture cliniche controllate dall'ex deputato, ora indagato per riciclaggio, avrebbe intascato decine di milioni di euro e imposto dirigenti e primari amici. Buone entrature politiche – da Cuffaro, al ministro dell'Agricoltura Saverio Romano all'epoca in cui entrambi militavano nell'Udc – Giammarinaro sarebbe stato in grado di esercitare un ''cogente condizionamento mafioso anche su una parte dell'attivita' amministrativa del Comune salemitano''. Tra i maggiori sponsor elettorali del critico d'arte Vittorio Sgarbi, sindaco del paese trapanese, era solito sedere tra i banchi degli assessori e discutere della politica cittadina nonostante non ne avesse alcun titolo. Lo ha raccontato ai pm il fotografo Oliviero Toscani, ex assessore a Salemi poi dimissionario, che ha parlato di ''pesanti condizionamenti'' nella gestione amministrativa da parte dell'indagato. Il potere dell'ex deputato sarebbe stato tale da fargli imporre assunzioni e perfino gli assegnatari di beni confiscati alla mafia. ''Tutto falso'', replica Sgarbi che nega che Giammarinaro abbia partecipato alle riunioni della Giunta. ''Si fanno riemergere i fantasmi del passato per affermare l'opposto del vero. Quella di Salemi – si difende il critico – e' stata ed e' una grande rivoluzione, contrastata, com'era prevedibile, piu' dalla facile retorica dell'antimafia che dalla effettiva capacita' di condizionamento di Giammarinaro, pari a zero''. Nell'inchiesta che ha portato al maxisequestro, eseguito da polizia e finanza, vengono fuori anche le pressioni esercitate da Giammarinaro sul medico Pio Lo Giudice, fatto candidare all'Ars e sostenuto elettoralmente dall'ex deputato. Ma in cambio del suo aiuto l'indagato avrebbe chiesto al professionista 200mila euro e avrebbe cercato di condizionarne le decisioni politiche. Ingerenze che avrebbero portato Giammarinaro a farsi dare da Saverio Romano, allora segretario Udc, il denaro spettante a Lo Giudice come rimborso elettorale. Il nome dell'attuale ministro dell'Agricoltura compare piu' volte nella proposta di sequestro firmata dal questore di Trapani e accolta dal tribunale. Lui e l'ex deputato si sarebbero incontrati in diverse occasioni e si sarebbero scambiati bigliettini: il tutto sotto gli occhi degli investigatori che indagavano sul ras della sanita' trapanese. ''Ho sempre incontrato Pino Giammarinaro, che conosco da oltre 20anni come tutti i politici siciliani, – ha replicato Romano – alla luce del sole. Se qualche volta mi ha dato un appunto o mi ha chiesto un chiarimento non penso che debba essere, cosi' come alcuni organi di stampa stanno facendo, declinato nel termine pseudo mafioso di 'pizzino'''.

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