Milano – Due società "utilizzate come mero schermo di simulate operazioni" il cui "vero e unico scopo era in realtà quello di spostare illecitamente, in via di appropriazione indebita, all'esterno di Fininvest sue consistenti risorse finanziarie". Questo il quadro tracciato dai giudici della Prima sezione della Corte d'Appello di Milano a proposito di alcune condotte contestate al deputato del Pdl Massimo Maria Berruti, condannato a due anni e dieci mesi per riciclaggio in un processo nato da uno stralcio del procedimento su presunte irregolarita' nella compravendita di diritti tv Mediaset. Il filone principale dell'inchiesta vede tra gli indagati anche Silvio Berlusconi. Berruti secondo l'accusa il 21 novembre 1995 avrebbe prelevato dal conto Jasran, di cui risultava essere il beneficiario economico, 480 mila franchi svizzeri provenienti da due società , la Imi Ltd. e la Smg Ltd. Secondo i giudici, la "natura" delle due società è stata "chiaramente" individuata. Erano, scrivono i giudici, "prive di qualsivoglia concreata operatività commerciale, utilizzate come mero schermo di simulate operazioni di compravendita di diritti di sfruttamento dell'immagine di sportivi". Anche le operazioni, secondo la Corte, avevano un carattere simulato, e servivano a spostare illecitamente all'esterno di Fininvest risorse finanziarie.
