Mediatrade, Berlusconi in aula per la terza volta in un mese

Milano – Dopo circa tre ore e mezza, Silvio Berlusconi ha lasciato il tribunale di Milano dove ha partecipato all'udienza preliminare Mediatrade, processo in cui deve risponde di frode fiscale e appropriazione indebita. Berlusconi è arrivato in tribunale intorno alle 10 ed è entrato nell'aula 9 del settimo piano del palazzo di Giustizia, dove si è svolta a porte chiuse l'udienza preliminare Mediatrade e ha fatto dichiarazioni spontanee sull'effettivo utilizzo degli intermediari nel mercato dei diritti tv. L'udienza è ripresa intorno alle 15. Prima di lasciare l'aula; Berlusconi ha voluto chiarire, con una breve dichiarazione spontanea, il meccanismo alla base della compravendita dei diritti tv e il ruolo giocato dagli intermediari, tema al centro del processo Mediatrade. Il procedimento di questa mattina è un filone secondario del processo Mediaset, sulla compravendita di diritti tv per le reti del Biscione. Il premier è imputato per frode fiscale e concorso in appropriazione indebita. Secondo i pm Berlusconi sarebbe stato il "socio occulto" dell'imprenditore Frank Agrama, anche durante il suo mandato da presidente del Consiglio, allo scopo di sottrarre denaro a Fininvest e poi a Mediaset per nasconderlo all'estero ai danni di azionisti e fisco americano e italiano. Per Berlusconi si tratta invece di "accuse false e ridicole". Davanti al gup Maria Vicidomini, hanno preso la parola gli avvocati Giorgio Perroni, difensore del banchiere di Arner Bank Paolo Del Bue e Nerio Diodà, legale della manager del gruppo Fininvest, Gabriella Ballabio, che ha anche rilasciato dichiarazioni spontanee. Nel pomeriggio l'udienza proseguirà con l'intervento di Roberto Pisano, difensore di Frank Agrama, l'uomo d'affari americano accusato di essere "socio occulto" del premier nella creazione di fondi neri, grazie all'acquisto a prezzi maggiorati di diritti tv per le reti Mediaset. Al termine dell'udienza il premier si è trattenuto brevemente con i sostenitori che si trovavano in attesa in via Freguglia e li ha ringraziati per il loro appoggio. "Bene, bene, tutto tranquillo", li ha rassicirati. Alcuni contestatori gli hanno urlato frasi ingiuriose, ma sono stati allontanati. I fan del premier fuori da Tribunale oggi non erano più di una quindicina. Nei giorni scorsi, dopo la protesta dei vertici giudiziari, è stato rimosso un gazebo di sostenitori davanti all'ingresso principale del tribunale, in corso di Porta Vittoria. L'11 aprile scorso, in occasione di un'udienza di un altro processo in cui è imputato – quello per i presunti fondi neri Mediaset – si era svolta una vera e propria manifestazione a favore del leader del Pdl, con circa 200 persone che portavano striscioni e palloncini. Anche il premier aveva improvvisato un comizio per spiegare perchè ritenesse le accuse mossegli dalla procura di Milano del tutto infondate. Questa mattina accompagnavanno il premier il sottosegretario all'Attuazione del Programma Daniela Santanchè e il senatore Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture e coordinatore del Pdl per la Lombardia. "Il rapporto con la Lega non mi preoccupa assolutamente – ha assicurato la Santanchè – quello che mi preoccupa è che il presidente del Consiglio oggi sia stato 4 ore in Tribunale". Nessuna crisi di governo all'orizzonte, assicura il Sottosegretario, dato che "Berlusconi ha trovato una sintesi" efficace con il Carroccio sul fronte dell'intervento italiano in Libia. Anche il premier, prima di entrare in tribunale, si era detto sicuro sulla tenuta della maggioranza ed era tornato ad attaccare i magistrati che per 24 volte avrebbero tentato di accusarlo di vari reati. Tutti "tentativi eversivi", secondo Berlusconi. "Sarebbe bastato – ha detto – che uno di questi colpi fosse andato a segno per eliminare dalla vita politica chi nella vita politica c'è perchè il popolo lo ha scelto con elezioni democratiche".

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