NEW YORK – Dopo mesi di silenzio e di nulla di fatto, gli Stati Uniti hanno deciso di tentare di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente, visto anche il moltiplicarsi degli elementi di novita'. Nei prossimi giorni, verosimilmente la prossima settimana, il presidente Barack Obama lancera' la sua nuova iniziativa, poco prima di ricevere alla Casa Bianca il premier israeliano Benyamin Netanyahu (che poi interverra' anche al Congresso) e re Abdallah di Giordania, e pochi giorni prima di partecipare al Vertice del G8 di Deauville, in Francia, il 27 e 28 maggio. Che Obama avrebbe presto rilanciato il processo di pace lo aveva gia' ipotizzato il mese scorso il segretario di Stato Hillary Clinton, viste anche le novita' dal mondo arabo, con le piazze che si sono infiammate per il desiderio di liberta' ma anche con la richiesta di piu' diritti per i palestinesi. Ma nel frattempo le cose sono ancora cambiate: i palestinesi di Fatah e di Hamas si sono riconciliati (anche se non e' chiaro come e per quanto tempo), e soprattutto e' stato ucciso Osama bin Laden, che secondo gli Usa propugnava una societa' islamica all'opposto di quella che chiedono le piazze arabe. La scomparsa del leader di al Qaida viene percepita come un momento di svolta simbolica che potrebbe non piu' riproporsi a breve. La Casa Bianca e' consapevole della sfida che il momento rappresenta per Israele. Da un lato lo Stato ebraico ha tutto da guadagnare dalla democratizzazione del Medio Oriente, ma dall'altro teme una radicalizzazione delle posizioni arabe nei suoi confronti, con problemi sia da parte dell'Egitto che dalla Siria, e forse anche dalla Giordania. Ma si attribuisce ad Obama l'intenzione di tentar di convincere il governo israeliano che si tratta di un momento unico, e che una serie di concessioni, sia da una parte sia dall'altra e su temi difficili come le frontiere e lo status finale di Gerusalemme, possono e devono essere ottenute proprio quando il mondo arabo sta avviando una profonda riflessione, puntando a maggiori liberta'.
