Mediterraneo, spigole,cernie e naselli a rischio

BRUXELLES 19 APR Tonno rosso – BRUXELLES, 19 APR – Tonno rosso, ma non solo: pesci come spigole, cernie e naselli, comuni sulle tavole degli italiani, oggi sono specie minacciate. Le specie marine del Mediterraneo considerate a rischio sono oltre 40, in particolare squali e razze (pesci cartilaginei), ma anche pesci ossei, vittime di pesca eccessiva, degrado dell'habitat ed inquinamento, anche genetico. A dare l'allarme e' l'ultimo studio dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), che ha esaminato le specie marine su base regionale. La prima preoccupazione e' per il tonno rosso, tanto ricercato dai giapponesi per il prezioso sushi, il cui potenziale di riproduzione ''si e' dimezzato negli ultimi 40 anni a causa della pesca eccessiva'' afferma Kent Carpenter dell'Iucn, sottolineando come il mancato rispetto delle quote di pesca combinato con la cattura non dichiarata, ''potrebbe aver minato gli sforzi di conservazione di questa specie nel Mediterraneo''. Una questione da risolvere a livello regionale e' anche quella delle tecniche di pesca. Secondo Maria del Mar Otero dell'Iucn l'uso di reti a strascico ''e' uno dei principali problemi, perche' non e' una tecnica selettiva delle specie target, ma cattura anche un gran numero di pesci di altre specie distruggendo i fondali, dove molti pesci vivono e si riproducono''. ''Dal tonno rosso al nasello, ciascuna delle quattro specie fornite come esempio – spiega Leonardo Tunesi, ricercatore dell'Ispra e fra gli autori dello studio – sono emblematiche per il tipo di minaccia. Il tonno rosso e' un migratore: non basta quindi limitarne il prelievo ad un'area, serve che le misure di gestione delle attivita' di pesca previste vengano attuate da tutti''. Altro capitolo e' quello della cernia, fra i principali obiettivi della pesca subacquea. ''Si tratta di una specie al vertice della piramide alimentare – afferma Tunesi – e ''proteroginica'', cioe' che cambia sesso con l'eta'. Al raggiungimento della maturita' sessuale gli esemplari sono prima femmine e poi con l'eta' diventano maschi. Per questo motivo gli esemplari piu' grandi ambiti dai pescatori subacquei sono maschi e una pesca eccessiva puo' mettere in seria difficolta' una popolazione di cernie, perche' porterebbe all'eliminazione di tutti i maschi. Per il recupero della specie, sarebbe opportuna una moratoria sulla sua caccia, come ha fatto la Francia da diversi anni''. Nuove tecnologie come il GPS e cartografie accuratissime hanno invece messo in pericolo il nasello. ''Prima – spiega il ricercatore italiano – ad essere pescati erano soprattutto gli esemplari piccoli e medi, catturati dallo strascico vicino alla costa, o ad un centinaio di metri di profondita', mentre ora il prelievo e' arrivato agli adulti, prima al riparo in aree rocciose in mezzo al mare ad oltre 200 metri di profondita' ''. Per loro occorre quindi prevedere aree profonde dove e' vietata la pesca. L'inquinamento ''genetico'' minaccia poi la spigola (o branzino), dovuto alla possibile fuga dagli allevamenti di esemplari che si possono poi incrociare con la fauna selvatica locale. ''Bisogna fare in modo – aggiunge Tunesi – che gli impianti usino esemplari provenienti dalle zone in cui si trovano, altrimenti si rischia di andare a ridurre la capacita' di sopravvivenza della specie in natura''. Cosa puo' fare il consumatore? ''Ad esempio cercare di consumare meno tonno rosso – conclude il ricercatore italiano – accertandosi che rientri nelle quote legali di pesca, mentre per le spigole, che provengano da allevamenti che adottano il codice di condotta della Fao''.

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