Messico, baby killer assoldati dai narcos

CITTA' DEL MESSICO – Piu' di 1.200 minori morti per cause direttamente connesse al narcotraffico e al crimine organizzato: e' uno dei dati di uno studio pubblicato in Messico e condotto dalle Nazioni Unite, l'Unicef ed altri organismi sul fronte della violenza nel Paese. Il documento presenta una lunga serie di dati, definiti ''agghiaccianti'' dai media locali, quale per esempio il fatto che circa 5.600 minori sono detenuti in riformatorio per scontare pene dovute ai loro rapporti con il narcotraffico. Ci sono poi, ricorda il documento, circa 7 milioni di ragazzi che non studiano ne' lavorano, e che finiscono per rappresentare il principale bacino da cui il narcotraffico attinge per assoldare nuove reclute. E' cosi' che minori tra i 13 ed i 17 anni iniziano a lavorare come 'messaggeri' dei narcos, per poi diventare corrieri della droga fino a trasformarsi, in alcuni casi, in veri e propri sicari o capi gang. Nel riportare i risultati dello studio, Arturo Santana Alfaro, membro della Commissione di Sicurezza Pubblica della Camera dei Deputati, ha aggiunto che se le autorita' non si adopereranno presto per attuare programmi sociali efficaci che offrano un buon livello di scolarizzazione e la formazione per un lavoro dignitoso, questa piaga sociale sara' presto incontrollabile. Sempre secondo lo studio, le ragioni principali della diserzione scolastica sono principalmente di natura economica, seguite dalla mancanza di strutture scolastiche e di lavoro. .

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