ROMA – ''Si stanno accertando le dinamiche che hanno portato il tecnico ad accedere al pozzo e le cause del decesso. Tuttavia il tecnico deceduto e' stato trovato all'interno del pozzo, in un luogo dove lui non operava e dove anche lui non era autorizzato a scendere''. Lo afferma Roma Metropolitane, riferendosi alla morte di Bruno Montaldi (e non Montalti come si era appreso in precedenza) ed unendosi al cordoglio della famiglia ''alla quale – e' detto in una nota – si garantisce fin da ora, la propria vicinanza ed il proprio supporto''. Nella nota si precisa che ''il tecnico deceduto era un addetto al monitoraggio delle operazioni di congelamento dell'impresa subappaltatrice Icoteckne (impresa subappaltatrice per le attivita' di congelamento di Metro B1, la societa' realizzatrice dei lavori della Linea B1). Il congelamento avviene esclusivamente quando le operazioni di scavo sono ferme, dalle ore 24 alle ore 6''. ''Le operazioni di congelamento – prosegue il comunicato – avvengono tramite macchinari situati nel pozzo ad una profondita' di meno 35 metri, costantemente monitorati da una postazione computerizzata su piano strada, dove appunto operava il tecnico deceduto''. ''In caso di eventuali anomalie riscontrate dalla postazione di controllo – afferma Roma Metropolitane – la procedura prevede che il tecnico addetto al monitoraggio avvisi una squadra di tecnici autorizzati ad accedere nel pozzo.